Economia

Benetton, storico sciopero: i lavoratori di Villorba in difesa della dignità e del dialogo

Redazione
 
Benetton, storico sciopero: i lavoratori di Villorba in difesa della dignità e del dialogo
Per la prima volta dopo trent’anni, i lavoratori del gruppo Benetton hanno incrociato le braccia. Una protesta definita “storica” dalle sigle sindacali e che segna un punto di svolta nei rapporti tra azienda e dipendenti. Davanti ai cancelli della fabbrica di Castrette di Villorba, nel Trevigiano, circa 300 lavoratori hanno partecipato al presidio promosso da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil contro la decisione unilaterale dell’azienda di applicare contratti di solidarietà al 90% per 80 dipendenti fino al 31 dicembre.

Benetton, storico sciopero: i lavoratori di Villorba in difesa della dignità e del dialogo

In pratica, si tratta di lavoratori che si troveranno a lavorare una sola giornata ogni dieci, informati della misura da una semplice e-mail inviata con effetto immediato. Un gesto che, più ancora della durezza del provvedimento, ha indignato il personale per l’assenza totale di confronto sindacale. Da qui la scelta di scioperare per due ore a ogni inizio turno e di organizzare un sit-in nel piazzale dello stabilimento, poi spostato sulla provinciale “Postumia”, per permettere ai giornalisti di seguire la protesta, dal momento che non era stato consentito l’ingresso ai media.

Le sigle sindacali hanno ribadito di non essere contrarie all’utilizzo dei contratti di solidarietà, previsti fino a fine anno da un accordo sottoscritto a inizio 2025, ma di non poter accettare una misura imposta senza dialogo e senza criteri di rotazione, che rischia di dividere i lavoratori e di colpire solo una parte di loro. “Non si può affrontare una crisi scaricandola su pochi, ignorando il principio di equità e la dignità di chi lavora”, hanno dichiarato i segretari generali Massimo Messina (Filctem Cgil), Rudy Roffarè (Femca Cisl) e Francesca Mazzoli (Uiltec Uil).

Lo sciopero arriva in un momento delicatissimo per l’azienda
. Sotto la guida dell’amministratore delegato Claudio Sforza (in foto), Benetton ha già attuato un piano di ristrutturazione che ha portato all’uscita volontaria di circa 400 persone, un terzo della forza lavoro. I dati del primo semestre 2025 mostrano ricavi in calo del 5,7%, a 279 milioni di euro, ma anche una riduzione delle perdite da 66,5 a 37 milioni, dovuta in parte al forte taglio del costo del personale, sceso da 67,2 a 51,5 milioni.

Proprio per questo, i sindacati chiedono trasparenza e responsabilità, vogliono conoscere nel dettaglio il piano industriale e discutere una soluzione condivisa che distribuisca gli sforzi su tutti gli 800 lavoratori, evitando scelte arbitrarie e divisive. Dopo trent’anni di silenzio, i lavoratori Benetton non chiedono privilegi, ma rispetto, ascolto e giustizia.
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