Salute

Quasi 63mila morti per il caldo in Europa tra giugno e settembre 2024, Italia prima con oltre 19mila vittime

Redazione
 
Quasi 63mila morti per il caldo in Europa tra giugno e settembre 2024,  Italia prima con oltre 19mila vittime

In Europa quasi 63mila persone hanno perso la vita a causa del caldo tra il primo giugno e il 30 settembre del 2024, confermando come le ondate di calore siano diventate una minaccia crescente per la salute pubblica. Il dato, stimato da uno studio pubblicato su Nature Medicine e guidato dall’Istituto di Barcellona per la Salute Globale, evidenzia un aumento del 23,6% rispetto alla stessa stagione dello scorso anno, quando le vittime furono quasi 51mila, mentre resta comunque inferiore dell’8,1% rispetto al 2022, anno che aveva registrato circa 68mila decessi.

 

Quasi 63mila morti per il caldo in Europa tra giugno e settembre 2024

 

L’Italia emerge come il Paese più colpito, con oltre 19mila morti legate al caldo, seguita dalla Spagna con 6.700 e dalla Germania con circa 6.300. Si tratta del terzo anno consecutivo in cui il nostro Paese si colloca al vertice di questa triste classifica, segno che le ondate di calore rappresentano un’emergenza costante e crescente. Tuttavia, se si considera il tasso di mortalità rispetto alla popolazione, il primato spetta alla Grecia, con 574 decessi per milione di abitanti, seguita da Bulgaria e Serbia, mentre l’Italia si posiziona al quinto posto con 323 morti per milione di persone. Complessivamente, 15 dei 32 Paesi analizzati hanno registrato per l’estate 2024 i tassi più alti di mortalità legata alle alte temperature.

 

La ricerca, guidata da Tomáš Janoš, ha preso in considerazione 654 regioni distribuite in 32 Paesi europei e si è basata su dati giornalieri di mortalità, ritenuti più accurati rispetto ai dati settimanali utilizzati in passato, che tendevano a sottostimare il numero delle vittime. Gli anziani e le donne risultano le categorie più a rischio, con le prime che registrano un numero di decessi superiore del 46,7% rispetto agli uomini e le persone oltre i 75 anni che mostrano una mortalità superiore del 323% rispetto a tutte le altre fasce di età.

L’allarme lanciato dai ricercatori non riguarda solo i numeri, ma anche la tendenza dei prossimi decenni. “L’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente, a un ritmo doppio rispetto alla media globale”, spiega Janoš. “All’interno dell’Europa, il bacino del Mediterraneo e le regioni sud-orientali stanno emergendo come veri e propri hotspot del cambiamento climatico, affrontando gli impatti più pesanti sulla salute e un aumento sostanziale della mortalità legata al caldo previsto per il XXI secolo”. Lo studio evidenzia anche l’importanza di strumenti di allerta precoce.

In particolare, l’analisi ha confermato l’affidabilità di ‘Forecaster.health’, un sistema sviluppato con finanziamenti del Consiglio Europeo per la Ricerca, capace di trasformare le previsioni meteorologiche in avvisi giornalieri per regioni e gruppi specifici della popolazione. “Il sistema si è dimostrato molto efficace nell’emissione di avvisi con una settimana di anticipo, ma per l’Europa meridionale - sottolinea Joan Ballester, co-autore della ricerca - l’affidabilità rimane elevata anche oltre l’orizzonte dei sette giorni. Considerando che questa è l’area con la più alta mortalità dovuta al caldo, si tratta di un’opportunità concreta per salvare vite umane tra le popolazioni più vulnerabili”.

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