Salute

Camminare più a lungo riduce il rischio di morte e di malattie cardiovascolari

Redazione
 
Camminare più a lungo riduce il rischio di morte e di malattie cardiovascolari
Camminare fa bene, ma camminare più a lungo fa ancora meglio. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine, intitolato “Step Accumulation Patterns and Risk for Cardiovascular Events and Mortality Among Suboptimally Active Adults”. L’indagine, condotta su oltre 33.500 adulti nel Regno Unito, ha analizzato la relazione tra durata delle sessioni di cammino e rischio di mortalità o malattie cardiovascolari in soggetti che non raggiungono gli standard di attività fisica raccomandati, cioè meno di 8.000 passi al giorno.

Camminare più a lungo riduce il rischio di morte e di malattie cardiovascolari

I ricercatori hanno osservato i partecipanti del UK Biobank tra il 2013 e il 2015, monitorandoli per quasi otto anni. Tutti erano persone inizialmente sane, senza diagnosi di malattie cardiovascolari o tumori. Lo studio ha distinto i volontari in base alla durata delle loro “bouts”, cioè i periodi continui di movimento in cui accumulavano la maggior parte dei loro passi quotidiani: meno di 5 minuti, da 5 a meno di 10, da 10 a meno di 15, e 15 minuti o più.

I risultati hanno dimostrato che chi concentrava i propri passi in sessioni più lunghe mostrava un rischio di morte e di eventi cardiovascolari significativamente più basso rispetto a chi camminava in tratti brevi e frammentati. Dopo 9,5 anni, la mortalità complessiva tra coloro che camminavano a intervalli inferiori ai 5 minuti era del 4,36%, mentre scendeva all’1,83% per chi camminava tra 5 e 10 minuti, allo 0,84% per chi raggiungeva i 10-15 minuti e allo 0,80% per chi manteneva il ritmo per oltre un quarto d’ora.

La stessa tendenza si è riscontrata per l’incidenza di malattie cardiovascolari, dal 13,03% per chi camminava meno di 5 minuti consecutivi, al 4,39% per chi manteneva camminate più lunghe di 15 minuti. In altre parole, non solo il numero di passi conta, ma anche il modo in cui vengono distribuiti durante la giornata.

Gli autori, sostenuti dal National Heart Foundation e dal National Health and Medical Research Council, spiegano che anche chi non riesce a raggiungere le classiche “10.000 passi al giorno” può ottenere benefici significativi se organizza le proprie camminate in blocchi più lunghi e continui. Il movimento costante, infatti, migliora la funzione cardiovascolare, la regolazione della glicemia e la pressione arteriosa, riducendo così il rischio di eventi fatali o cronici nel lungo periodo.

Lo studio, pur avendo un disegno osservazionale e quindi con alcune limitazioni legate a possibili variabili non controllate, indica che anche senza un’intensa attività sportiva, bastano 15 minuti di cammino sostenuto al giorno per ridurre in modo tangibile il rischio di morte prematura e di malattie cardiache.
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