Nel mercato immobiliare europeo la dinamica dei prezzi continua a essere orientata al rialzo. Nel terzo trimestre del 2025, secondo i dati diffusi da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, i valori delle abitazioni sono aumentati del 5,1% nell’area dell’euro e del 5,5% nell’intera Unione europea rispetto allo stesso periodo del 2024. L’elaborazione dei dati effettuata da idealista consente di ricostruire in modo più dettagliato l’andamento dei prezzi e le differenze tra i singoli Paesi. Su un orizzonte di lungo periodo, la crescita appare particolarmente marcata.
Case sempre più care in Europa: nel 2025 rialzi del 5,5%
Tra il 2015 e il terzo trimestre del 2025 i prezzi delle case nell’Unione europea sono aumentati complessivamente del 63,6%. Nel confronto tra il terzo trimestre del 2025 e il 2015, l’Ungheria si colloca nettamente in testa, con valori più che triplicati e un incremento del 275%. I prezzi sono più che raddoppiati in undici Paesi, con gli aumenti più elevati registrati in Portogallo, che segna un +169%, in Lituania con +162% e in Bulgaria con +156%. Nello stesso arco temporale la Finlandia rappresenta un’eccezione, essendo l’unico Paese in cui i prezzi delle abitazioni sono diminuiti, con una variazione negativa del 2%. L’andamento dei prezzi nel tempo mostra una fase di forte contrazione tra il secondo trimestre del 2011 e il primo trimestre del 2013, seguita da un periodo di sostanziale stabilità tra il 2013 e il 2014.
A partire dall’inizio del 2015 si è avviata una fase di crescita che è proseguita fino al terzo trimestre del 2022. Successivamente, dal quarto trimestre del 2022, i valori sono diminuiti per due trimestri consecutivi, con variazioni rispettivamente del -1,4% e del -0,8%, prima di tornare a crescere nel secondo e nel terzo trimestre del 2023, con aumenti dello 0,4% e dello 0,6%. Nel quarto trimestre del 2023 si è registrato un lieve calo dello 0,2%, seguito da una nuova fase di rialzi dal primo trimestre del 2024 al terzo trimestre del 2025, con variazioni trimestrali pari a +0,6%, +1,9%, +1,6%, +0,7%, +1,4%, +1,6% e +1,6%.
Anche il tasso di crescita annuo dell’Indice dei prezzi delle case nell’Unione europea evidenzia una notevole variabilità. Il valore massimo è stato raggiunto nel primo trimestre del 2022, con un incremento del 10,7%, mentre i minimi si sono registrati nel secondo e nel terzo trimestre del 2012 e nel primo trimestre del 2013, quando il tasso è sceso al -2,5%. Tra il 2016 e il 2019 la crescita annua è rimasta relativamente stabile, per poi accelerare a partire dal primo trimestre del 2020 fino a livelli che non si osservavano dal 2006. Dopo il picco del 2022, il tasso è diminuito ed è diventato negativo nel secondo e nel terzo trimestre del 2023, rispettivamente con -0,9% e -1,2% per l’Ue. Nel quarto trimestre del 2023 e nel primo trimestre del 2024 è tornato positivo, con un +1,5%, per poi salire al +3,0% nel secondo trimestre del 2024 e continuare a crescere fino a raggiungere il +5,7% nel primo trimestre del 2025.
Nel secondo e nel terzo trimestre del 2025 il tasso si è leggermente attenuato, rimanendo comunque invariato al +5,5% per l’Unione europea. Nel confronto tra Paesi, nel terzo trimestre del 2025 un solo Stato membro ha registrato un calo annuo dei prezzi delle abitazioni, mentre venticinque Paesi hanno segnato un aumento. La diminuzione è stata rilevata in Finlandia, con una variazione del -3,1%. Gli incrementi più elevati sono stati osservati in Ungheria, con un +21,1%, in Portogallo con +17,7% e in Bulgaria con +15,4%. In Italia l’aumento annuo dei prezzi è stato pari al 3,8%. Considerando invece la variazione rispetto al trimestre precedente, i prezzi sono diminuiti in cinque Paesi dell’Unione e sono aumentati in ventuno. I cali più marcati sono stati registrati in Lussemburgo, con -3,1%, in Finlandia con -2,2% e in Slovenia con -1,1%.
Gli aumenti più rilevanti si sono avuti in Lettonia, con +5,2%, in Slovacchia con +4,9% e in Portogallo con +4,1%. In Italia l’incremento trimestrale è stato dello 0,6%. Il quadro del mercato immobiliare si inserisce in un contesto in cui la proprietà della casa resta diffusa in gran parte dell’Unione europea. Secondo l’edizione 2025 del rapporto “Housing in Europe”, pubblicato da Eurostat lo scorso dicembre, il 68% delle persone che vivono in famiglie nell’Ue è proprietario dell’abitazione in cui risiede. Le quote più elevate di proprietà sono state rilevate in Romania, con il 94%, in Slovacchia con il 93%, in Ungheria con il 92% e in Croazia con il 91%. In Italia la percentuale di cittadini che vive in una casa di proprietà è pari al 75,9%.