Economia

“Coesione è competizione”: il 44% delle manifatture italiane punta sulla collaborazione, in crescita di 12 punti dal 2018

Redazione
 
“Coesione è competizione”: il 44% delle manifatture italiane punta sulla collaborazione, in crescita di 12 punti dal 2018

La competitività dell'Italia si rafforza attraverso la coesione. Questo è il messaggio chiave emerso dal seminario di Fondazione Symbola, dove è stato presentato il rapporto "Coesione è competizione", frutto della collaborazione con Intesa Sanpaolo, Unioncamere e il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, e con il contributo di AICCON e Ipsos.

“Coesione è competizione”: il 44% delle manifatture italiane punta sulla collaborazione

L'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo istituzionale, economico e sociale, tutte concordi nell'evidenziare come la collaborazione sia una leva fondamentale per il successo aziendale. Il rapporto offre un'analisi approfondita dei fattori che alimentano la competitività del nostro Paese, focalizzandosi su quegli elementi spesso trascurati dagli indicatori economici tradizionali. La ricerca evidenzia, in particolare, come la collaborazione e il radicamento nel territorio siano essenziali. La coesione, infatti, non solo rafforza i legami con le comunità locali, ma accresce anche il senso di appartenenza e la soddisfazione dei dipendenti, favorendo un dialogo più proficuo con i clienti.

I dati del 2024 mostrano una tendenza chiara e incoraggiante: le imprese coesive rappresentano ormai il 44% delle imprese manifatturiere italiane. Si tratta di una crescita significativa, pari a 12 punti percentuali rispetto al 32% registrato nel 2018, e di un punto percentuale rispetto all'anno precedente. Ancora più rilevante è l'incremento del numero medio di relazioni che queste imprese instaurano con attori del territorio, passato da 1,9 a 2,8 nello stesso periodo. Questo dato certifica una crescente complessità e profondità delle interazioni tra le aziende e i principali stakeholder dei contesti in cui operano.

Il rapporto è stato presentato da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola (in foto), che ha introdotto i lavori sottolineando l'importanza di una visione che metta al centro la qualità e la sostenibilità. Al suo fianco, Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha ribadito l'impegno del settore bancario nel supportare un modello di sviluppo basato sulla coesione.

Tra i relatori di alto profilo che hanno preso parte alla discussione figurano anche Eugenia Roccella, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, che ha evidenziato il legame tra coesione sociale e prosperità economica, e Paolo Gentiloni, Copresidente Task Force sul Debito ONU, che ha contribuito con una prospettiva internazionale. Non sono mancati gli interventi di Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, che ha portato il punto di vista delle Camere di commercio sul radicamento territoriale delle imprese, e Nando Pagnoncelli, presidente e AD Ipsos Italia, che ha illustrato gli aspetti metodologici e i risultati delle indagini sulla percezione della coesione. Il dibattito è poi proseguito con gli interventi di accademici e rappresentanti del mondo cooperativo e del terzo settore, tra cui Leonardo Becchetti, Simone Gamberini, Vincenzo Boccia, Vanessa Pallucchi, Francesco Starace, Stefania Trenti, Giorgio Vittadini e Stefano Zamagni, tutti a rafforzare il concetto di come la coesione sia un fattore determinante per un'economia più solida e inclusiva.

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