Economia

Confcommercio, l’indice del disagio sociale scende a 10,2, inflazione in calo e mercato del lavoro stabile

Redazione
 
Confcommercio, l’indice del disagio sociale scende a 10,2, inflazione in calo e mercato del lavoro stabile
Il Misery Index Confcommercio (MIC), l’indicatore che misura l’andamento del disagio sociale in Italia, è sceso a 10,2 punti nel mese di ottobre, in flessione di tre decimi rispetto a settembre. La rilevazione, elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio, conferma la fase di stabilizzazione del disagio economico e occupazionale, grazie al rallentamento dell’inflazione e alla sostanziale tenuta del mercato del lavoro.

Confcommercio, l’indice del disagio sociale scende a 10,2, inflazione in calo e mercato del lavoro stabile

Secondo il rapporto, la riduzione del MIC è il risultato della frenata dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, scesi dal +2,6% al +2,3%, e della stabilità della disoccupazione estesa, rimasta al 6,7%. Il tasso ufficiale di disoccupazione si mantiene invece al 6,1%, sostenuto da un lieve incremento degli occupati e da una sostanziale immobilità del numero di disoccupati.

Confcommercio sottolinea che la dinamica dell’indice riflette “piccole oscillazioni imputabili soprattutto alla componente dei prezzi”, mentre le unità di lavoro standard (Ula) interessate da strumenti di integrazione salariale, come CIG e FIS, restano invariate. In prospettiva, l’associazione prevede che nei prossimi mesi il MIC resti “su valori attuali”, grazie a un’inflazione contenuta e alla stabilizzazione dell’occupazione.

Il quadro complessivo, tuttavia, resta fragile. “In assenza di un recupero dell’attività economica, avverte Confcommercio, e di una ripresa dei consumi, unica vera leva per ridare slancio al mercato del lavoro, il rischio è che nel medio periodo l’area del disagio sociale possa tornare ad ampliarsi”.

Dal confronto storico emerge come l’attuale livello del MIC sia tra i più bassi degli ultimi anni: nel 2023 l’indice era a 15,7 punti, nel 2024 a 10,6, mentre durante la fase acuta della crisi pandemica aveva toccato 17,6 punti (2020) e superato il 20 nel 2013.

Il MIC 10/2025, diffuso oggi, offre quindi una fotografia moderatamente positiva ma ancora prudente. L’Italia sta attraversando una fase di stabilità più che di crescita, in cui la riduzione dell’inflazione attenua le difficoltà delle famiglie, ma il miglioramento strutturale del benessere sociale resta legato alla capacità di rilanciare la domanda interna e l’occupazione stabile.

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