Economia

Consumi 2026, l’indagine SWG: potere d’acquisto in calo e spese rinviate

Redazione
 
Consumi 2026, l’indagine SWG: potere d’acquisto in calo e spese rinviate

L’avvio del 2026 è segnato da un diffuso clima di incertezza economica che spinge gli italiani a guardare ai prossimi mesi senza aspettative di una vera ripresa. È quanto emerge dall’indagine Radar SWG “Previsione dei consumi per il 2026”, secondo cui la maggioranza della popolazione prevede una situazione familiare complessivamente stabile, ma con una connotazione negativa: oltre un terzo degli intervistati teme infatti un peggioramento delle proprie condizioni, delineando uno scenario di stagnazione fragile.

Consumi 2026, l’indagine SWG: potere d’acquisto in calo e spese rinviate

L’indagine rileva che il pessimismo cresce con l’età e si concentra soprattutto tra la Generazione X e i Baby Boomers. I Millennials si mostrano leggermente più fiduciosi, pur senza aspettative di miglioramenti significativi. Questa percezione si riflette direttamente sulle scelte di consumo, con molte famiglie orientate a ridurre le spese non tanto per emergenze immediate, quanto per la perdita di potere d’acquisto e per il timore di un peggioramento futuro.

Guardando al 2026, una quota rilevante di italiani prevede di contenere i consumi per rafforzare la propria sicurezza economica. Altri preferiranno limitarsi a piccole spese, rinviando quelle più importanti. Le principali motivazioni che spingono a ridurre i consumi sono la diminuzione del potere d’acquisto, il timore di un peggioramento del quadro economico e la necessità di tutelare i risparmi. Proprio il risparmio assume un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie. Per molti rappresenterà una priorità assoluta, mentre altri lo considerano importante ma compatibile con alcune spese significative. Una parte della popolazione utilizzerà i risparmi per migliorare la qualità della vita, mentre una quota più ridotta li destinerà a strumenti di investimento.

Le rinunce accumulate negli ultimi anni portano molte famiglie a ridefinire ciò che è davvero essenziale, più che a vivere la riduzione dei consumi come una semplice frustrazione. Nonostante l’atteggiamento prudente, lo studio individua alcune categorie di spesa ritenute imprescindibili. In cima alle priorità compaiono salute e benessere, seguite dall’alimentazione di qualità e dalle vacanze, anche se in forma ridotta o meno frequente. Restano importanti anche la casa e il comfort abitativo, il tempo libero, la formazione e la tecnologia, mentre solo una minoranza si dice pronta a rinunciare a tutto.

Le principali preoccupazioni per il futuro riguardano la possibilità di non avere una pensione adeguata, il mantenimento del tenore di vita e la continuità del reddito. Seguono il timore di perdere il lavoro e la difficoltà di tenere il passo con la propria professione. Questi fattori contribuiscono ad alimentare un atteggiamento prudente e una visione del futuro segnata dall’incertezza.

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