Nel 2025 i consumi elettrici in Italia hanno raggiunto 311,3 TWh, confermandosi sostanzialmente in linea con il dato del 2024. È quanto emerge dalle rilevazioni di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale sotto la guida di Giuseppina Di Foggia. Secondo i dati, le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda elettrica, leggermente inferiore al 42% registrato l’anno precedente.
Consumi elettrici italiani stabili nel 2025: 311,3 TWh con il 41% coperto da rinnovabili
Questo risultato è frutto di due dinamiche contrastanti: il record storico nella produzione fotovoltaica, che ha superato i 44 TWh, e una produzione idroelettrica tornata a livelli standard dopo l’elevata idraulicità del 2024. La produzione eolica ha segnato un calo contenuto del 3,3%, mentre la geotermica è rimasta sostanzialmente stabile (-0,3%). La produzione da accumuli stand alone ha raggiunto 1,5 TWh, confermando il ruolo strategico di queste risorse nel supporto delle fonti rinnovabili.
Il fabbisogno elettrico ha avuto un andamento a due velocità: la prima parte dell’anno ha mostrato variazioni tendenziali negative, seguite da una ripresa nella seconda metà, sostenuta in particolare dai consumi industriali. L’indice IMCEI, che misura i consumi elettrici industriali di circa 1.000 imprese energivore, ha evidenziato un recupero nel secondo semestre, chiudendo il 2025 con una leggera flessione del -0,7% rispetto all’anno precedente. Tra i settori in crescita si segnalano siderurgia, meccanica, cemento, calce e gesso e alimentari; in calo metalli non ferrosi, chimica, mezzi di trasporto, cartaria, ceramiche e vetrarie. Parallelamente, l’indice IMSER, basato sui consumi dei servizi, ha mostrato nei primi dieci mesi dell’anno un aumento del 2,6%.
A livello territoriale, la domanda elettrica 2025 ha registrato variazioni differenziate: +0,1% al Nord, -0,4% al Centro e -0,7% al Sud e nelle Isole. La produzione nazionale ha coperto l’84,9% del fabbisogno, mentre il restante 15,1% è stato soddisfatto attraverso lo scambio di energia con l’estero. La produzione nazionale netta, pari a 268 miliardi di kWh, è cresciuta del 2% rispetto al 2024, mentre il saldo netto con l’estero è diminuito dell’8,1%, per effetto di un calo delle importazioni e della sostanziale stabilità delle esportazioni. L’incremento della produzione termoelettrica (+4,6%) ha compensato la continua riduzione della produzione da carbone, che ha registrato un ulteriore calo del 13,5%.
Il settore fotovoltaico ha segnato un aumento del 25,1% rispetto al 2024, con un contributo di 8.892 GWh derivante sia dall’incremento della capacità in esercizio (+6.636 GWh) sia da una maggiore irradiazione solare (+2.256 GWh). La fonte idroelettrica ha invece registrato una riduzione del 21,2% rispetto al 2024. Nel complesso, considerando tutte le fonti rinnovabili, l’Italia ha incrementato la propria capacità installata di 7.191 MW nel 2025, raggiungendo un totale di 83.529 MW al 31 dicembre, di cui 43.513 MW solari e 13.629 MW eolici.
Il target quinquennale di nuove installazioni previsto dal DM Aree Idonee (21 giugno 2024) è stato superato di 1.605 MW. La potenza nominale degli accumuli è aumentata di 1.743 MW, di cui 723 MW utility scale, mentre le installazioni complessive in Italia hanno raggiunto 884.404 unità, pari a 17.920 MWh di capacità e 7.362 MW di potenza nominale. A settembre 2025 si è inoltre svolta la prima asta del MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), assegnando 10 GWh di capacità, pari al 100% del fabbisogno. Analizzando il solo mese di dicembre 2025, la domanda elettrica ha raggiunto 26.135 GWh, il livello più alto dal 2021, con un incremento del 1,8% rispetto a dicembre 2024. La variazione corretta per temperatura e calendario porta l’aumento al 2,6%.
Tutte le aree geografiche hanno registrato variazioni positive: +2% al Nord, +1,8% al Centro e +1,4% al Sud e Isole. La produzione nazionale ha coperto l’85,7% del fabbisogno, con il restante 14,3% proveniente dagli scambi con l’estero, mentre le rinnovabili hanno coperto il 27,5% della domanda mensile (32,5% a dicembre 2024). La produzione nazionale di dicembre si è articolata con incrementi significativi per il termico (+15,6%) e il fotovoltaico (+12%), cali per eolico (-44,1%) e idrico (-9,0%), mentre la geotermia è rimasta stabile (-0,2%). Il saldo import-export ha registrato una diminuzione del 14,1%, dovuta a un aumento dell’export (+8,7%) e a una diminuzione dell’import (-12,0%).
L’indice IMCEI dei consumi industriali ha segnato a dicembre 2025 una crescita del 9,5% rispetto a dicembre 2024, con trend positivi in siderurgia, alimentari, mezzi di trasporto e cemento, e cali in cartaria, metalli non ferrosi, meccanica e chimica. La variazione congiunturale dell’indice è stata positiva (+3,4%). L’indice IMSER di ottobre 2025 ha registrato un incremento del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.