Economia

Costruzioni in frenata a novembre, ma il trimestre resta in crescita

Redazione
 
Costruzioni in frenata a novembre, ma il trimestre resta in crescita
Il settore delle costruzioni rallenta a novembre 2025 dopo due mesi di espansione, segnando un calo congiunturale dell’1,2% dell’indice destagionalizzato. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Istat, che confermano però un quadro complessivamente robusto nella dinamica trimestrale. Tra settembre e novembre la produzione cresce dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuta dall’andamento positivo registrato per gran parte dell’anno.

Costruzioni in frenata a novembre, ma il trimestre resta in crescita

Il dato di novembre arriva dopo una revisione al rialzo particolarmente significativa della stima di ottobre, che aveva mostrato un’accelerazione più intensa di quanto inizialmente indicato. Un ricalcolo che contribuisce a contenere la portata della flessione dell’ultimo mese e a confermare una tendenza ancora favorevole nel trimestre.

Sul fronte tendenziale, l’indice grezzo e quello corretto per gli effetti di calendario segnano entrambi un aumento del 3,2% rispetto a novembre 2024, mentre nella media dei primi undici mesi del 2025 il progresso sale al 4,8% per la serie corretta e al 3,9% per quella grezza. Segnali che confermano un settore dinamico, sostenuto da una domanda ancora vivace e dall’avanzamento dei cantieri legati alle opere infrastrutturali e agli interventi di manutenzione.

La flessione di novembre è quindi da leggere più come una battuta d’arresto temporanea che come l’inizio di una inversione di tendenza. Il trend di lungo periodo resta infatti favorevole, come evidenziato dal commento dell’Istat: la crescita su base annua prosegue senza interruzioni da gennaio scorso e si inserisce in un percorso caratterizzato da oscillazioni fisiologiche, amplificate dal nuovo metodo di calcolo dell’indice e dalle revisioni periodiche sui dati delle ore lavorate nel settore.

Il comparto continua inoltre a beneficiare di un contesto macroeconomico in cui le costruzioni mantengono un ruolo chiave, sia per la spinta agli investimenti pubblici legati ai programmi infrastrutturali, sia per l’impatto delle attività di ristrutturazione e rigenerazione urbana. Per comprendere con precisione l’evoluzione del settore sarà ora cruciale attendere i dati di dicembre e l’avvio del 2026, quando potrà emergere se la frenata di novembre rappresenti un episodio isolato o l’effetto di fattori più strutturali.
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