Economia

Dazi, incertezza e crescita a rischio: l’allarme del WEF sulle politiche economiche

Luca Andrea
 
Dazi, incertezza e crescita a rischio: l’allarme del WEF sulle politiche economiche

Le ombre del protezionismo si allungano sullo scenario economico globale. Secondo quanto emerge dall’ultima indagine del World Economic Forum (WEF) condotta tra i principali chief economists a livello internazionale, le politiche commerciali nazionaliste e l’inasprimento dei dazi — riconducibili in larga parte alla linea inaugurata da Donald Trump — stanno generando danni strutturali alla crescita globale, minando la fiducia e bloccando le decisioni strategiche delle imprese.

Dazi, incertezza e crescita a rischio: l’allarme del WEF sulle politiche economiche

Il rapporto, pubblicato nel cuore di una stagione già segnata da tensioni geopolitiche e instabilità macrofinanziaria, sottolinea che l’incertezza causata dalla volatilità tariffaria è oggi una delle principali fonti di rischio sistemico. L’87% degli economisti intervistati si dice convinto che l’escalation dei dazi stia ritardando decisioni d’investimento fondamentali per l’innovazione e la competitività globale, mentre la maggioranza prevede un impatto economico globale persistente, non limitato al breve periodo.

Secondo il WEF, dunque, l’incertezza tariffaria, spesso determinata da logiche politiche contingenti e non da strategie multilaterali, comporta una crescita della volatilità sui mercati finanziari e dei rischi di recessione su scala globale.

L’indagine del WEF è anche una chiamata all’azione per le istituzioni internazionali: di fronte all’ascesa di nuove forme di “nazionalismo economico”, si rende urgente una riflessione sulla governance globale del commercio, sempre più esposta a derive bilaterali e misure unilaterali che rischiano di minare la stabilità del sistema multilaterale.

Il messaggio che arriva dal Forum economico mondiale è chiaro: l’era dei dazi non è un episodio isolato, ma una tendenza destinata a produrre effetti duraturi. Le economie avanzate e in via di sviluppo dovranno prepararsi a scenari di crescita più lenta, maggiore frammentazione del commercio globale e un ritorno delle logiche di blocco contrapposto.

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