Economia

Economia italiana ferma, consumi e fiducia frenano la crescita

Redazione
 
Economia italiana ferma, consumi e fiducia frenano la crescita
La ripresa italiana resta impantanata nella stagnazione. I dati diffusi oggi dall’Istat sul Prodotto interno lordo nel terzo trimestre confermano che l’economia non cresce, variazione nulla rispetto al trimestre precedente e un +0,4% su base annua. Un quadro che, come sottolinea Confcommercio, “certifica la sostanziale staticità del sistema economico nazionale”, tornato, secondo il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, “ai deludenti profili di sviluppo pre-pandemici”.

Economia italiana ferma, consumi e fiducia frenano la crescita

Dal primo trimestre del 2023 a oggi, la crescita complessiva si è fermata all’1%, mentre nel resto d’Europa emergono andamenti più vivaci. “Se l’Italia e la Germania restano ferme, osserva Bella, Francia e Spagna mostrano dinamiche migliori”. Il nodo resta la domanda interna, e in particolare la spesa delle famiglie, che nonostante l’inflazione sotto controllo e un reddito reale in lieve recupero, continua a risentire di un clima di sfiducia diffusa. “Le variabili economiche fondamentali non spiegano più questa cautela, avverte Bella, che sembra avere radici psicologiche, nella mancanza di fiducia sul futuro”.

Confesercenti, da parte sua, definisce l’estate “sotto le attese” e invita il Governo a tener conto, nella prossima legge di Bilancio, di un quadro “più fragile del previsto”. La congiuntura, spiegano dall’associazione, resta stagnante. Il Pil non ha recuperato la flessione del trimestre precedente (-0,1%) e i segnali positivi che emergono in avvio di quarto trimestre non bastano a garantire il +0,7% di crescita previsto per il 2026. “Il rischio concreto, si legge nella nota, è un ulteriore rallentamento, aggravato dall’assenza di misure espansive nella manovra”.

Nel complesso del 2025, l’avanzamento dell’economia appare trainato quasi esclusivamente dalle costruzioni, mentre industria e servizi procedono con il freno a mano tirato. Anche i consumi, dopo un biennio debole, si stanno indebolendo ulteriormente, le rilevazioni sul commercio al dettaglio segnalano cali soprattutto per i piccoli esercizi. Eppure, il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di tenuta, con 67mila occupati in più rispetto ad agosto e un incremento annuo stimato allo 0,9%. Tuttavia, le retribuzioni reali rimangono sotto i livelli pre-inflazione e l’aumento dell’occupazione riguarda soprattutto le fasce più anziane, meno inclini a sostenere la domanda di beni e servizi.

Per questo, sia Confcommercio sia Confesercenti chiedono interventi mirati per rilanciare i consumi e la fiducia, considerati elementi indispensabili per uscire dalla stagnazione. Senza un sostegno deciso alla domanda interna e agli investimenti, avvertono le due organizzazioni, l’Italia rischia di restare intrappolata in una crescita “a zero virgola”, incapace di restituire slancio a imprese, lavoratori e famiglie.
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