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Elezioni: Repubblica Ceca al bivio, restare "europea" o avvicinarsi a Mosca?

Redazione
 
Elezioni: Repubblica Ceca al bivio, restare 'europea' o avvicinarsi a Mosca?

Le elezioni parlamentari nella Repubblica Ceca - le urne si chiuderanno domani - potrebbero vedere la nazione divergere dal mainstream europeo, allineandosi potenzialmente con le posizioni filo-russe adottate da Ungheria e Slovacchia e privando l'Ucraina di un alleato chiave.

Elezioni: Repubblica Ceca al bivio, restare "europea" o avvicinarsi a Mosca?

Il miliardario Andrej Babis è pronto per un significativo ritorno politico, con i sondaggi d'opinione che lo danno nettamente favorito e quindi pronto a sconfiggere la coalizione filo-occidentale che lo ha estromesso quattro anni fa.

Se dovesse ottenere la vittoria, la Repubblica Ceca potrebbe unirsi ai ranghi dell'Ungheria di Viktor Orbán e della Slovacchia di Robert Fico, che hanno entrambi negato gli aiuti militari all'Ucraina, continuato le importazioni di petrolio russo e si sono opposti alle sanzioni contro Mosca.

Dopo l'attacco all'Ucraina da parte della Russia, il primo ministro Petr Fiala e la sua coalizione conservatrice tripartitica, ''Insieme'', hanno incentrato la loro campagna sulla minaccia proveniente da Mosca, esortando l'elettorato a "votare per la libertà! Votate per la sicurezza!"

L'opposizione, guidata da Babis, ha attribuito le recenti sfide nazionali, dalla crisi energetica all'impennata dell'inflazione, al governo di Fiala, di cui s'è impegnato a revocare le riforme pensionistiche e a interrompere gli aiuti all'Ucraina.

Babis peraltro si è unito a Orbán, nell'europarlamento, una nuova alleanza, i "Patrioti per l'Europa", per rappresentare i gruppi di estrema destra, abbandonando quindi il gruppo liberale Renew.
Babis, se eletto, con ogni probabilità abbandonerà un'iniziativa ceca che è riuscita ad acquisire, sui mercati al di fuori del'Ue, circa 3,5 milioni di proiettili di artiglieria, necessari all'Ucraina per la sua difesa.

Babis non ha mai negato l'ammirazione per Donald Trump, oggi come ieri. Tanto che lo slogan della sua campagna elettorale, Cechia forte'', riecheggia il trumpiano "Make America Great Again". Pur se ha celebrato la rielezione di Trump, accreditandolo della capacità di porre fine alla guerra in Ucraina, Babis, che è un uomo d'affari, ha respinto i dazi del presidente americano.

Quando era ministro ministro, nel 2019, Babis ha affrontato oceaniche manifestazioni di protesta contro di lui, a causa di un conflitto di interessi relativo ai sussidi dell'UE. Secondo le previsioni degli analisti, Babis potrebbe ottenere 30% dei voti, che gli garantirebbero la maggioranza relativa, ma non sufficienti per governare da solo. Avrà bisogno di uno o due partner di coalizione, da ''scegliere'' tra formazioni di estrema destra e sinistra comunista.

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