Economia

Eredità Agnelli, il GIP chiede l’imputazione coatta per John Elkann, rinviata a febbraio la decisione sulla messa alla prova

Redazione
 
Eredità Agnelli, il GIP chiede l’imputazione coatta per John Elkann, rinviata a febbraio la decisione sulla messa alla prova
Si complica il quadro giudiziario legato all’eredità Agnelli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, Giovanna De Maria, ha fissato una nuova udienza all’11 febbraio per esaminare la memoria depositata dalla difesa di John Elkann, rinviando così la decisione sulla richiesta di messa alla prova presentata dal ceo di Exor. Parallelamente, nell’altro filone dell’inchiesta, il GIP Antonio Borretta ha disposto l’imputazione coatta nei confronti di Elkann per due dei sei capi di imputazione originariamente contestati, respingendo in parte la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

Eredità Agnelli, il GIP chiede l’imputazione coatta per John Elkann, rinviata a febbraio la decisione sulla messa alla prova

La decisione del giudice arriva al termine di un articolato iter istruttorio che ruota attorno alla gestione dell’eredità di Donna Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli. In particolare, le ipotesi di reato per le quali è stata ordinata l’imputazione coatta riguardano presunte irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi presentate successivamente alla morte di Marella Caracciolo. Si tratta di fattispecie per le quali i pubblici ministeri avevano invece chiesto l’archiviazione, ritenendo il quadro probatorio non sufficiente a sostenere l’accusa in giudizio.

Il provvedimento del GIP Borretta distingue nettamente le posizioni degli indagati. È stata infatti disposta l’archiviazione completa nei confronti di Ginevra e Lapo Elkann, così come per il notaio svizzero Robert Urs von Gruningen, inizialmente coinvolti per ipotesi di dichiarazione infedele e truffa ai danni dello Stato. Per John Elkann, invece, l’archiviazione è stata accolta solo parzialmente, limitatamente a una parte delle contestazioni, mentre per due capi è stato imposto alla Procura di procedere con la formulazione dell’imputazione. Analoga decisione riguarda il commercialista Gianluca Ferrero, anch’egli destinatario dell’imputazione coatta per le medesime contestazioni residue.

Il quadro processuale risulta ulteriormente articolato dal fatto che i procedimenti sono formalmente distinti, seppur strettamente intrecciati. Da un lato, vi è il procedimento nel quale la Procura aveva espresso parere favorevole alla sospensione del processo con messa alla prova per John Elkann, soluzione che avrebbe comportato l’estinzione del reato in caso di esito positivo. Dall’altro, il filone sul quale il GIP ha ritenuto non condivisibile la richiesta di archiviazione integrale, imponendo l’esercizio dell’azione penale per alcune ipotesi di reato.

Il rinvio all’11 febbraio segna dunque un passaggio cruciale per definire il destino processuale del ceo di Exor. In quella sede, il giudice dovrà valutare se accogliere la richiesta di messa alla prova, tenendo conto anche delle nuove determinazioni assunte nell’altro procedimento. Una vicenda che continua ad attirare l’attenzione non solo per il rilievo giudiziario, ma anche per il peso simbolico e industriale del nome Agnelli nel panorama economico italiano.
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