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Fim-Cisl: “Senza revisione del regolamento Ue sulle emissioni, il settore auto rischia il tracollo”

Redazione
 
Fim-Cisl: “Senza revisione del regolamento Ue sulle emissioni, il settore auto rischia il tracollo”

La Fim-Cisl lancia un nuovo, deciso allarme sul futuro dell’automotive europeo.Ribadiamo con forza da mesi che non è più possibile mantenere inalterate le attuali limitazioni imposte dal regolamento Ue sulle emissioni di CO₂, che prevedono sanzioni insostenibili e la cessazione della produzione di motori endotermici entro il 2035”, ha dichiarato il segretario generale Ferdinando Uliano (in foto), sottolineando che “se non si interverrà tempestivamente, il settore rischia di essere travolto, con gravi ripercussioni occupazionali e industriali”.

Fim-Cisl: “Senza revisione del regolamento Ue sulle emissioni, il settore auto rischia il tracollo”

Uliano accusa Bruxelles di avere trascurato la dimensione sociale della transizione ecologica, definendo “miope e pericolosa” la posizione di Paesi come Francia e Spagna, che continuano a sostenere l’attuale quadro normativo. Aggiungendo: “Si ignora completamente il principio di sostenibilità sociale che deve accompagnare ogni scelta politica”.

Secondo la Fim-Cisl, l’Unione europea non ha messo in campo strumenti adeguati per garantire una trasformazione realmente sostenibile: “Mancano interventi strutturali sulla rete infrastrutturale, sugli investimenti nella componentistica e, soprattutto, una strategia efficace contro le pratiche di dumping attuate sistematicamente dai costruttori cinesi”, ha avvertito il segretario. Solo in Italia, stima il sindacato, sarebbero oltre 70 mila i lavoratori a rischio.

Per evitare una crisi sistemica, la Fim-Cisl propone una revisione complessiva del regolamento, al fine di coniugare la riduzione delle emissioni con la salvaguardia dell’industria e dell’occupazione. La ricetta passa per incentivi al rinnovo del parco auto e per l’introduzione del principio di “neutralità tecnologica”, valorizzando tutte le soluzioni motoristiche in grado di ridurre l’impatto ambientale, dai biocarburanti ai motori ibridi avanzati.

Uliano ha inoltre richiamato il recente incontro con il Ceo di Stellantis, Antonio Filosa, durante il quale “sono emerse le difficoltà nel dare risposte concrete alle nostre richieste di nuovi investimenti e nuovi modelli per gli stabilimenti italiani”. Un contesto normativo europeo incerto, osserva, “sta generando problemi sia per i produttori che per i consumatori”.

Da qui l’appello al Governo italiano: “Serve un’azione decisa a livello europeo per promuovere la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂. Non è solo una questione ambientale, ma di futuro industriale, di posti di lavoro e di dignità produttiva per l’intero continente”.

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