Esteri

Gaza, via libera israeliano ad apertura valico di Rafah dopo il recupero dell’ultimo ostaggio

Redazione
 
Gaza, via libera israeliano ad apertura valico di Rafah dopo il recupero dell’ultimo ostaggio

Il governo israeliano ha annunciato che Israele aprirà il valico di Rafah in modo limitato e sotto pieno controllo israeliano, nell’ambito del piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo quanto comunicato dall’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, l’apertura del valico sarà consentita esclusivamente per il transito di persone e sarà subordinata a condizioni precise: il ritorno di tutti gli ostaggi vivi e l’impegno “al 100%” da parte di Hamas nella restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e morti. La decisione è legata alle operazioni in corso da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf), impegnate nel tentativo di riportare in Israele il corpo di Ran Gvili, indicato come l’ultimo ostaggio ancora detenuto nei territori palestinesi.

Gaza, via libera israeliano ad apertura valico di Rafah dopo il recupero dell’ultimo ostaggio

“In queste ore, l’Idf sta conducendo un’operazione per riportare in Israele il rapito deceduto, Ran Gvili. Al termine dell’operazione, Israele aprirà il valico di Rafah”, ha reso noto l’ufficio del primo ministro. Le autorità israeliane hanno specificato che le ricerche si stanno concentrando in un cimitero nel nord della Striscia di Gaza. “L’operazione si sta svolgendo in un cimitero nel nord di Gaza e comporta estese attività di ricerca, avvalendosi appieno di tutte le informazioni di intelligence disponibili. Queste attività proseguiranno finché sarà necessario”, ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu. La scelta di procedere all’apertura del valico ha suscitato critiche all’interno dell’esecutivo israeliano, in particolare da parte dei ministri dell’ala di estrema destra. Secondo i media israeliani, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir avrebbe espresso forti riserve durante una riunione di gabinetto, affermando: “Abbiamo fatto grandi cose come uccidere decine di migliaia di terroristi ma non abbiamo ancora eliminato completamente Hamas”.

Nel frattempo, il governo israeliano ha deciso di prorogare di altri 90 giorni il divieto di trasmissione del canale panarabo Al Jazeera in Israele e nei Territori palestinesi, motivando la scelta con ragioni di “sicurezza dello Stato”. La proroga è stata notificata agli avvocati dell’emittente qatariota e prevede la chiusura delle sedi di Al Jazeera in Israele, il divieto di fornire servizi alla rete, l’impossibilità di diffonderne i contenuti su piattaforme come YouTube e l’obbligo per i provider di bloccare l’accesso alle sue pagine web. La decisione è arrivata nove giorni dopo una comunicazione ufficiale nella quale le forze di sicurezza e l’esercito israeliani avevano ribadito che l’emittente continuerebbe a rappresentare “un pericolo per la sicurezza dello Stato”. Il corrispondente di Al Jazeera in Israele, Walid al-Omari, ha precisato che la nuova proroga è di 90 giorni, rispetto ai 60 precedentemente previsti. Il blocco è in vigore dal maggio 2024.

Sul fronte diplomatico, secondo quanto riferito dal Times of Israel citando una fonte vicina alla questione, l’inviato per Gaza del Consiglio per la pace, Nickolay Mladenov, dovrebbe arrivare in Israele all’inizio della settimana per colloqui con alti funzionari sull’attuazione della seconda fase del piano in 20 punti del presidente Trump per porre fine alla guerra a Gaza. Successivamente, Mladenov dovrebbe recarsi al Cairo per incontrare i mediatori dell’accordo su Gaza e il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza. La stessa fonte riferisce che Mladenov ha confermato questa settimana i piani per la riapertura del valico di Rafah, rendendo probabile che i colloqui includano anche questo tema, oltre agli sforzi per smantellare le armi di Hamas. In serata, il gabinetto politico di sicurezza israeliano ha ricevuto anche un aggiornamento sui preparativi per un possibile attacco statunitense all’Iran. Secondo quanto riportato dal sito Ynet, i resoconti indicano che Israele ha completato i preparativi per affrontare tutti gli scenari.

Intanto, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha denunciato che la propria sede centrale, parzialmente demolita a Gerusalemme Est, è stata incendiata. L’agenzia non ha fornito dettagli sulle cause del rogo, avvenuto dopo che le autorità israeliane avevano sequestrato la struttura e avviato le demolizioni la scorsa settimana, in seguito al divieto imposto all’UNRWA di operare in Israele a partire dal 2025. “Dopo essere stata presa d’assalto e demolita dalle autorità israeliane, la sede centrale dell’UNRWA nella Gerusalemme Est occupata è stata ora incendiata”, ha affermato l’agenzia in un comunicato, definendo l’episodio parte di un “tentativo continuo di smantellare lo status di rifugiati palestinesi”. I vigili del fuoco e i soccorsi hanno riferito di essere intervenuti domenica mattina presso la struttura per “spegnere l’incendio e impedirne la propagazione”, senza indicare una causa. L’ONU aveva già condannato il sequestro e le demolizioni della scorsa settimana, mentre l’UNRWA ha ribadito che le proprie strutture restano protette dai privilegi e dalle immunità delle Nazioni Unite.

“Come qualsiasi Stato membro dell’ONU in qualsiasi parte del mondo, senza eccezioni, Israele è legalmente obbligato a proteggere e rispettare le strutture dell’ONU”, ha dichiarato il portavoce dell’UNRWA Jonathan Fowler. L’UNRWA, istituita per assistere le centinaia di migliaia di palestinesi sfollati durante la creazione dello Stato di Israele nel 1948, fornisce servizi di registrazione dello status di rifugiato, assistenza sanitaria ed educativa. Il complesso di Gerusalemme Est, annessa da Israele, è privo di personale dal gennaio 2025, quando è entrata in vigore la legge che vieta le operazioni dell’agenzia nel Paese. Israele accusa l’UNRWA di fornire copertura ai militanti di Hamas; una serie di indagini ha rilevato “problemi di neutralità” all’interno dell’agenzia, pur sostenendo che non siano state fornite prove conclusive. L’UNRWA continua a operare in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

  • Ora gli applausi sono tutti per loro - Roberto Bolle
  • Ora è il momento di tifare per loro - Jasmine Paolini
  • Milano Cortina 2025 con Pirelli
  • Generali -300x600 - Adesso per il tuo futuro
  • Ifis - Siamo il credito per la tua azienda 300x600
  • Ifis - Siamo il credito per la tua azienda 300x600
  • Non è solo luce e gas, è l'energia di casa tua.
  • Medicina con la M maiuscola
Newsletter Euroborsa
Notizie dello stesso argomento
S&P promuove l’Italia con outlook positivo e fiducia sui conti pubblici
30/01/2026
di Redazione
S&P promuove l’Italia con outlook positivo e fiducia sui conti pubblici
Made in Italy negli Emirati, 600 aziende e interscambio a quota 10 miliardi
30/01/2026
di Redazione
Made in Italy negli Emirati, 600 aziende e interscambio a quota 10 miliardi
Piazza Affari chiude la settimana in rialzo mentre l’Eurozona rallenta
30/01/2026
di Luca Andrea
Piazza Affari chiude la settimana in rialzo mentre l’Eurozona rallenta
Ferretti tra Weichai e KKCG: il CdA avvia le procedure sull'Opa, governance sotto i riflettori
30/01/2026
di Redazione
Ferretti tra Weichai e KKCG: il CdA avvia le procedure sull'Opa, governance sotto i riflet...