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Germania, Merz ''deve'' guardare all'SPD per formare velocemente il governo

Redazione
 
Germania, Merz ''deve'' guardare all'SPD per formare velocemente il governo

Le elezioni in Germania hanno dato un risultato che molti analisti davano quasi per scontato, sostenendo che chiunque avesse vinto non poteva avere i voti in parlamento necessari a garantire il varo di un governo nel giro di poco tempo.

Germania, Merz ''deve'' guardare all'SPD per formare velocemente il governo

L'Union di CDU e CSU, è stato il raggruppamento che ha avuto la percentuale maggiore e, quindi, la più folta rappresentanza in Parlamento, 208 seggi. Bene, ma non benissimo, si potrebbe dire, visto che la coalizione cristiano-democratica deve necessariamente trovarsi un alleato e tutto lascia pensare che la strada più rapida per Friedrich Merz porti all'Spd che, sebbene abbia subito una sconfitta cocente, con i suoi 120 deputati è pronta a tornare in pista, magari dando una bella rinfrescata alla precedente compagine di governo, perché qualcuno dovrà pure farsi carico della debacle.

Di questo è pienamente consapevole Olaf Scholz che ieri, quando cominciava a delinearsi il quadro quasi definitivo del voto, ha detto che allo stesso modo in cui, nel 2021, si era preso il merito della vittoria, oggi deve fare lo stesso della sconfitta. Dando, poi, per scontato che dentro i social-democratici si aprirà una resa dei conti, che rischia di essere sanguinosa.

Se c'è un vincitore del voto di ieri è certamente AfD, che ha raddoppiato i consensi della precedente consultazione, diventando il secondo partito del Bundestag. Ma la cortina di ferro che intorno al partito di estrema destra è stata alzata dal resto delle forze politiche sbarra la strada verso un possibile approdo al governo, anche perché, pur se ha raccolto tantissimi voti, AfD ha ricompattato quella parte del Paese che si oppone alla sua deriva da epigono del nazionalsocialismo.

Il voto di ieri ha cancellato due dei partiti che, per motivi diversi, hanno avuto importanza nel passato recente del Paese. Uno, addirittura, quello liberal-democratico, faceva parte del governo, mentre l'altro, la BSW, rappresentava le contraddizioni della società tedesca, in cui idee conservatrici o di estrema sinistra possono ritrovarsi sotto una stessa sigla.

I numeri sono comunque inequivocabili e sembrano dalla parte di Merz che, alleandosi con l'SPD, può fare a meno di chiedere i consensi dei Verdi dai quali il blocco CDU-CSU è ideologicamente lontano, per non dire antitetico. Soprattutto parlando delle vie da seguire per consentire alla macchina produttiva del Paese si riprendere a marciare, uscendo dalla fase di contrazione che registra da molti mesi.

Merz dice di volere formare il nuovo governo in tempi brevi, ma il suo principale alleato, il leader della CSU Markus Söder, mette in guardia dallo scendere a compromessi troppo frettolosi, come quello di cedere su alcuni punti programmatici pur di formare una maggioranza.

Come, ad esempio, le politiche sull'immigrazione, che recenti fatti di cronaca hanno messo in cima alle priorità del futuro governo. Ma qui, tra CDU-CSU e SPD i dissensi potrebbero essere profondi, rischiando di diventare irrisolvibili.

Friedrich Merz ha promesso di fermare l'immigrazione illegale fin dal primo giorno del suo mandato di cancelliere. Il cancelliere uscente Olaf Scholz ha chiarito al suo partito che In ogni caso la SPD "non violerà il diritto europeo" per poter respingere i migranti illegali. Scholz, tuttavia, non sarà al tavolo delle trattative, avendo già detto che non è alla ricerca di un Ministero. Non è chiaro chi potrebbe farlo al suo posto.

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