La banca centrale giapponese ha alzato oggi le previsioni di crescita economica per l’anno fiscale che si concluderà a marzo 2026, portandole dallo 0,7% di ottobre 2025 allo 0,9%, e ha anche aumentato le sue previsioni di espansione del PIL per l’anno fiscale 2026, dallo 0,7% all′1%.
La BoJ non è intervenuta sul tasso di riferimento, lasciandolo allo 0,75%.
Giappone: banca centrale alza le previsioni di crescita economica ma non tocca i tassi
L'istituto prevede che il PIL del Giappone crescerà moderatamente, confindando in un circolo virtuoso di aumento dei prezzi e dei salari, sostenuto dalle misure economiche del governo e dalle condizioni finanziarie accomodanti.
La decisione di non modificare il tasso di interesse è stata adottata dal board a maggioranza (8 a 1), dopo che a dicembre lo aveva portato al livello più alto degli ultimi 30 anni a dicembre , in vista delle elezioni anticipate decise dal primo ministro Sanae Takaichi.
Nella sua dichiarazione, la BOJ ha rivelato che il membro del consiglio di amministrazione Hajime Takata aveva proposto di aumentare i tassi all′1%, affermando che i rischi per i prezzi in Giappone erano orientati al rialzo. Nelle sue previsioni, la banca prevedeva che l’inflazione sarebbe scesa al di sotto dell’obiettivo del 2% nella prima metà dell’anno.
I dati sull’inflazione di dicembre in Giappone , anch'essi pubblicati oggi, hanno mostrato una crescita dei prezzi al consumo pari al 2,1%, il livello più basso da marzo 2022, ma comunque superiore all’obiettivo della BOJ del 2% per il 45° mese consecutivo.
Il Giappone ha intrapreso il percorso verso la normalizzazione delle politiche nel marzo 2024, abbandonando l’ultimo regime di tassi di interesse negativi al mondo e ha insistito sull’aumento dei tassi a condizione che si instaurasse un circolo virtuoso di crescita dei salari e dei prezzi.
Ma questa politica è stata contestata anche da Takaichi, sostenendo che tassi più bassi aumentino la crescita economica. L’economia giapponese ha registrato una contrazione maggiore di quanto inizialmente stimato nel terzo trimestre, dello 0,6% su base trimestrale e del 2,3% su base annua.