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Giappone: previdenza sociale e debito portano il prossimo bilancio a livelli record

Redazione
 
Giappone: previdenza sociale e debito portano il prossimo bilancio a livelli record

Il bilancio del prossimo anno fiscale del Giappone (che parte ad aprile) , sotto la spinta dei costi della previdenza sociale e di quelli relativi al debito, toccherà la soglia record di 735 miliardi di dollari, che si sommeranno al debito più pesante del mondo industrializzato.
Nel tentativo di migliorare le finanze pubbliche, il governo prevede di ridurre le nuove emissioni obbligazionarie per il prossimo anno fiscale a 28,6 trilioni di yen, rispetto ai 35,4 trilioni inizialmente previsti per quest’anno fiscale, sostenuto dalla crescita delle entrate fiscali. Sarebbe la prima volta in 17 anni che le nuove emissioni obbligazionarie scendono sotto i 30 trilioni di yen.

Giappone: previdenza sociale e debito portano il prossimo bilancio a livelli record

La decisione della banca centrale di fermare le politiche di stimoli radicali aumenta la pressione sulla situazione fiscale del Giappone, poiché il governo non può più contare sulla banca centrale per finanziare efficacemente il debito. A marzo la Banca del Giappone ha deciso di mettere fine alle sue politiche di tassi di interesse negativi. Appena due giorni fa il governatore Kazuo Ueda ha segnalato che il prossimo aumento dei tassi si sta avvicinando, affermando che gli sviluppi di salari e prezzi indicano che l’economia si avvicinerà in modo sostenibile al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione del 2% della banca centrale il prossimo anno.

Una decisione del governo del primo ministri Shigeru Ishiba, con il sì alla bozza di bilancio in aumento rispetto ai 112,6 trilioni di yen dell’anno fiscale in corso, dovrebbe arrivare oggi, in sede di riunione del gabinetto. Perché sia operativa occorrerà attendere la ratifica del Parlamento, all’inizio dell’anno prossimo.

Mercoledì il governo ha rivisto le sue prospettive economiche, stimando il tasso di crescita economica reale per l’anno fiscale in corso allo 0,4%, in calo rispetto allo 0,7% previsto a novembre, poiché il rallentamento economico cinese ha pesato sulle esportazioni.
La previsione di crescita per il prossimo anno fiscale è stata mantenuta all′1,2%

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