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Il mondo teme una guerra finale che, per paura, non scoppierà mai

Diego Minuti
 
Il mondo teme una guerra finale che, per paura, non scoppierà mai

Il mondo assiste sbigottito alla guerra che Israele e Iran si stanno facendo da giorni e giorni, quasi fosse una cosa nuova (la memoria è strabica, purtroppo), una di quelle che accadono talmente di rado da creare un vero clima di paura, temendo che potrebbe andare anche peggio, che qualcuno possa decidere di alzare il livello e prendere la valigetta dei codici per l'attivazione dell'arma nucleare.

Il mondo teme una guerra finale che, per paura, non scoppierà mai

Un pensiero che è giusto avvertire in un momento storico in cui due Stati, Israele e Iran, si stanno scambiando attacchi nel presupposto che Gerusalemme vuole contrastare i piani della teocrazia iraniana di ''farsi la bomba'' e, avendo Teheran da sempre l'obiettivo di cancellare dalla Terra il ''satana sionista'', è una possibilità che non può permettersi divenga realtà.

Il presupposto, quando si cerca di capire quello che sta accadendo e le sue possibili evoluzione in peggio, è che l'umanità vive, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, nella paura che possa essere scatenata una guerra nucleare, alla quale ormai in tanti si sono ''attrezzati'', con il club atomico che s'è allargato, determinando quell'equilibrio del terrore che comunque è l'unica garanzia che ci resta.

Perché, chi mai dovesse scatenare una guerra nucleare, sa benissimo che essa non potrà essere vinta, per il solo motivo che non resterebbe nessuno, né vincitori, né vinti. Certo una percentuale infinitesimale di uomini e donne (quelli che rientrano nella ristretta cerchia degli eletti o che potrebbero avere il tempo di trovare un rifugio che li accolga per chissà quanto tempo prima di potere tornare a respirare all'aperto) potrebbero sopravvivere, ma in un mondo ridotto ad una landa desolata.

L'equilibrio del terrore, per assurda che possa essere giudicata questa affermazione, è stata la sola garanzia che ha evitato che America e Unione Sovietica/Russia si scontrassero direttamente e non invece, per come fanno da decenni, per interposta persona, con guerre regionali in cui loro, pur non partecipando direttamente, erano e sono i burattinai.

La paura della distruzione totale ha evitato il peggio e lo eviterà anche in futuro, sino a quando chi comanda avrà un briciolo di ragionevolezza, quella che impone di guardare al quadro generale e non al proprio tornaconto o alla propria follia del momento.

Quindi il timore che un altro maggiore King si lanci dal ventre di un bombardiere americano a cavalcioni di una bomba, come uno dei tragici e insieme surreali protagonisti de ''Il dottor Stranamore'', è destinato a restare tale. Non perché l'Uomo possa rinsavire, ma solo per la paura che resti da solo, circondato da morte e silenzio.

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