Economia
Manovra 2026, stretta su e-commerce e finanza, tassa da 2 euro sui pacchi e raddoppio della Tobin Tax
Redazione

La Manovra 2026 cambia i connotati del commercio digitale e delle transazioni finanziarie. Nel pacchetto di misure che il governo Meloni ha inserito negli emendamenti alla legge di bilancio spiccano due interventi destinati a incidere profondamente su consumatori, piattaforme internazionali e operatori di mercato: una nuova tassa da 2 euro su tutti i pacchi fino a 150 euro e il raddoppio della Tobin Tax.
Manovra 2026, stretta su e-commerce e finanza
Il contributo sulle microspedizioni sarà applicato indistintamente a pacchi in arrivo e in partenza dall’Italia. Limitarsi ai soli arrivi extra Ue, infatti, avrebbe configurato un dazio, materia di esclusiva competenza europea. La scelta cade in un momento in cui l’importazione di prodotti cinesi cresce dell’11,8% e mentre Camera della Moda e Confindustria Moda denunciano da tempo una concorrenza sleale difficilmente sostenibile, legata a regimi doganali ritenuti incompatibili con quelli europei.
La misura colpisce direttamente i modelli di ultra fast fashion che hanno invaso il mercato europeo: 12 milioni di pacchi al giorno nel 2024 sotto la soglia dei 150 euro e quindi privi di controlli. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha respinto l’idea che si tratti di una “muraglia cinese”, definendo il provvedimento uno strumento per contrastare “contraffazione e concorrenza sleale”. Urso auspica che il dazio europeo sui pacchi low cost entri in vigore subito, non tra tre anni. Se Bruxelles non dovesse intervenire, il ministro ha chiarito che il governo adotterà una legislazione nazionale per introdurre comunque una forma di prelievo alla consegna dei pacchi extra Ue.
La stretta italiana si muove in sintonia con la richiesta avanzata da otto Paesi dell’Unione, Austria, Belgio, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Ungheria e Polonia, che sollecitano la Commissione a rafforzare i controlli e applicare integralmente il Digital Services Act per proteggere consumatori e imprese dai rischi sistemici generati dalle piattaforme di e-commerce. La Francia chiede misure provvisorie immediate dopo il tentato blocco amministrativo di Shein, finito nel mirino per la vendita di prodotti illeciti. Per arrivare, già dal 2026, a una tassa europea sulle spedizioni di basso valore.
Accanto alla stretta sull’e-commerce, la Manovra introduce un intervento di grande impatto sui mercati: il raddoppio della Tobin Tax. L’imposta sulle transazioni finanziarie passerà dal 2 al 4 per mille sui mercati non regolamentati e dall’1 al 2 per mille su quelli regolamentati, con entrata in vigore immediata nel 2026. L’attuale gettito è pari a 546 milioni di euro l’anno, il raddoppio, secondo le stime del Dipartimento delle Finanze, garantirà circa 1,5 miliardi di euro in tre anni, coprendo il 60% delle risorse necessarie per finanziare la riforma sulla doppia imposizione dei dividendi. La nuova regola, basata sulle soglie alternative del 5% della partecipazione o dei 500mila euro di valore, continuerà a garantire i vantaggi della participation exemption.
Urso, intervenendo all’assemblea di Confesercenti, ha definito il commercio un “attore strategico” e ha ricordato le misure del governo per sostenere imprese e centri urbani: il Ddl MPMI in arrivo entro fine anno, l’estensione dei dehors fino al 2027, le norme contro le false recensioni e il pacchetto a tutela del settore moda, che include proprio il contributo sui pacchi sotto i 150 euro destinato a rafforzare i controlli doganali.
La doppia leva fiscale, pacchi ed equity trading, cambia il quadro competitivo degli operatori, apre una nuova fase nei rapporti con le piattaforme globali e ridisegna i flussi di gettito su cui poggia l’impianto della Manovra 2026. Resta ora da capire come i marketplace reagiranno ai nuovi costi e quale parte di questo impatto ricadrà sui consumatori italiani.