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Medio Oriente: monta la rabbia di Israele dopo lo show di Hamas sulle bare degli ostaggi

Redazione
 
Medio Oriente: monta la rabbia di Israele dopo lo show di Hamas sulle bare degli ostaggi

Oggi Hamas ha dato il via al solito show in occasione del rilascio di ostaggi israeliani, in cambio della liberazione dei decine di detenuti palestinesi. Ma oggi, vedendo le immagini che giungevano da Khan Yunis (a sud di Gaza), Israele è stata scossa da una indignazione destinata ad avere conseguenze nelle trattative per lo sviluppo della seconda fase del cessate il fuoco.

Medio Oriente: monta la rabbia di Israele dopo lo show di Hamas sulle bare degli ostaggi

Perché, questa volta, ad essere stati restituiti non sono stati ostaggi, sebbene prostrati da oltre un anno di prigionia, ma le bare di quattro di loro, tra le quali quelle dei piccoli Ariel e Kfir Bibas, che quando furono rapiti, insieme alla madre, Shiri, 42 anni, anch'essa morta, avevano appena quattro anni e nove mesi.

Accanto alle tre bare della famiglia Bibas (il marito di Shiri, Yarden, è stato liberato qualche giorno fa), c'era anche quella di Oded Lifshitz, che aveva 83 anni e che ha speso gran parte della sua vita per trovare una strada per la convivenza civile in Palestina.

Sul palco dove erano state poggiare le base campeggiava uno striscione con la scritta "Il criminale di guerra Netanyahu e il suo esercito nazista li hanno uccisi con missili lanciati da aerei sionisti", insieme a un'immagine del presidente israeliano Benjamin Netanyahu, ritoccata con zanne e macchie di sangue sui volti dei quattro deceduti.

A completare la scenografia allestita dal gruppo islamista, davanti al tavolo dove un funzionario della Croce Rossa ha firmato i documenti relativi alla consegna degli ostaggi era esposti due proiettili con la scritta, in inglese, "Ci hanno uccisi con le bombe americane".

La prima bara (coperta, come le altre, da un telo bianco) ad essere posta sul furgone della Croce Rossa portava la foto di Shiri Silberman, seguita da quella di Kfir Bibas, una terza con la foto del fratello Ariel e infine la quarta con la foto di Liftshitz.

Il punto di consegna era una spianata a Beni Suhaila, nella parte orientale della città di Khan Yunis, simbolica per i palestinesi poiché ospitava una numerosa presenza di truppe israeliane durante la loro offensiva nella città.

"Le Brigate al-Qassam e la resistenza hanno voluto, durante la cerimonia di consegna dei corpi dei prigionieri, rispettare la sacralità dei defunti e i sentimenti delle loro famiglie", ha annunciato il gruppo islamista pochi istanti prima della consegna dei corpi.

Nella sua dichiarazione, Al Qassam ha ribadito che sia Bibas che Lifshitz sono stati uccisi nei bombardamenti dell'esercito israeliano contro i luoghi in cui erano detenuti.
"Tutti sono stati catturati vivi prima che i loro centri di detenzione venissero deliberatamente bombardati dagli aerei di occupazione sionisti", ha affermato Abu Obeida, portavoce delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

Dall'inizio dell'attuale cessate il fuoco, il 19 gennaio, sono stati rilasciati in totale 24 ostaggi, tra cui inaspettatamente cinque thailandesi, in cambio di centinaia di prigionieri e detenuti palestinesi, come concordato.
Tuttavia, fonti militari israeliane hanno affermato che non è previsto il rilascio di alcun prigioniero palestinese giovedì, poiché stimano che ci vorranno da ore e fino a due giorni per identificare i corpi.

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