Se non parlassimo di uno che è l'uomo più ricco del mondo e di un altro,che ha fatto di una compagnia aerea lowcost una miniera d'oro, parrebbe di assistere alla baruffa tra due bambini che, a causa di un cervello spento, ma sempre pronto ad accendersi per azzuffarsi col primo che passa, si prendono a male parole, per uno sguardo di traverso, in attesa di chiarirsi in un duello rusticano.
Starlink e Ryanair ai ferri corti per il wifi sugli aerei, e finisce ad insulti tra Musk e O'Leary
Stiamo parlando di Elon Musk e di Michael O'Leary, AD di Ryanair, che. partendo da una bega essenzialmente tecnica (l'economicità o, se volete, il margine di guadagno dall'installare un dispositivo Starlink sugli aerei della compagnia irlandese), hanno cominciato ad insultarsi, come bambini che tornano sempre a casa con la camicia o i calzoni strappati dopo essersi picchiati.
L'idea di consentire ai passeggeri di Ryanair di accedere al wifi, passando per la rete di satelliti di Musk, è stata bocciata da Ryanair, adducendo motivi legati all'aumento del peso degli aerei a causa della strumentazione e dell'antenna, per il maggiore consumo di carburanti, e al profilo della sua utenza, che potrebbe anche non volere pagare per il servizio.
Una spiegazione apparentemente tecnica, che però per Musk è stata quasi un'offesa personale, tale da farlo imbestialire.
Saltando alcuni passaggi di questo sconcertante confronto tra due delle menti più illuminate del nostro tempo (al di là dei modi e delle strategie, oltre che delle parole e delle frasi scelte per autoreferenziarsi), alla fine è stato un fine disquisire tra ''X è una fogna'' e "O'Leary se ne deve andare''.
Musk, peraltro, da parte sua ha accusato O'Leary di non conoscere la materia, dandogli quindi, implicitamente, oltre che dell'ignorante (ovviamente nel merito della querelle) e di conseguenza del presuntuoso, perchè parla di cose che non conosce, per ottenere in risposta l'etichetta di ''idiota''.
Insomma, pur ammettendo che nella vita c'è anche di peggio, qui siamo alla stregua di due bambini dell'asilo Mariuccia che bisticcano per l'ultimo biscotto.
Il nodo della questione è, come detto, economico, solo economico, essenzialmente economico.
Come ha fatto capire Eddie Wilson, CEO della compagnia: ''Parliamo di continuo con gli operatori, abbiamo parlato con Starlink di recente. Abbiamo parlato con Amazon, con le compagnie telefoniche, alcuni non hanno ancora iniziato a lanciare i satelliti, col tempo ci saranno soluzioni diverse, non siamo contrari al wifi a bordo. Siamo solo contrari a pagare''. E il pagare significherebbe circa 250 milioni di euro all'anno che le regole spartane della compagnia, in materia di costi, non possono prevedere.
Quindi, alla fine, riconducendo tutto all'assioma: non vogliamo sganciare un centesimo. Cosa che non sorprende, conoscendo la politica sparagnica di Ryanair, che è in fondo il segreto più conosciuto del successo della sua formula.
Che si potrebbe tranquillamente tradurre: non non paghiamo, ma qualcuno potrebbe guadagnarsi da pubblicità riflessa.
"Crediamo che i nostri clienti non vogliano pagare per avere il wifi a bordo, quindi cerchiamo una soluzione che non ci costi nulla, saremo lieti di parlare con chiunque possa fornircela. Quindi le aziende satellitari dovranno trovare un modello che compensi questo costo, e ne saremmo lieti'', ha detto Wilson, con modi ineffabili.