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Continua lo stillicidio di attacchi a barche dei narcos: altri sei presunti trafficanti uccisi dagli Usa nei Caraibi

Redazione
 
Continua lo stillicidio di attacchi a barche dei narcos: altri sei presunti trafficanti uccisi dagli Usa nei Caraibi

Gli Stati Uniti hanno effettuato un altro attacco contro quella che hanno affermato essere una nave che trasportava droghe illegali nei Caraibi, uccidendo sei persone a bordo. A renderlo noto, oggi, è stato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, che, in un post, ha detto che ''la nave era nota alla nostra intelligence per essere coinvolta nel contrabbando illecito di stupefacenti, stava transitando lungo una nota rotta di narcotraffico e trasportava stupefacenti".

Narcos: altri sei presunti trafficanti uccisi dagli Usa nei Caraibi

Si è trattato, ha aggiunto, di un attacco condotto in acque internazionali e il primo di notte. Hegseth ha condiviso un breve video che mostra una barca in mare che esplode improvvisamente mentre viene colpita da ordigni militari.

Dal tre settembre, giorno in cui Trump ha annunciato il primo attacco a imbarcazioni di presunti narcotrafficanti, se ne sono susseguiti altri, sempre con la notizia di vittime tra i narcos, e ieri l'altro, per la prima volta, è stata colpita una barca nell'Oceano Pacifico, a differenza delle altre, tutte affondate nei Caraibi.
Attacchi che sono stati contestati da diversi Paesi sudamericani e da organizzazione per la difesa delle libertà civili.

The Guardian, martedì scorso, ha rivelato che la Cia sta fornendo gran parte dell'intelligence utilizzata per effettuare attacchi aerei. Gli esperti hanno affermato che il ruolo centrale dell'agenzia significa che gran parte delle prove utilizzate per selezionare gli obiettivi rimarranno quasi certamente segrete.

Oggi Hegseth ha affermato, senza fornire alcuna prova, che l'obiettivo dell'ultimo attacco era "una nave gestita da Tren de Aragua, un'organizzazione designata come terroristica, che traffica stupefacenti nel Mar dei Caraibi".

L'amministrazione ha definito Tren de Aragua e altre bande criminali di latinos come organizzazioni terroristiche. Gli esperti legali hanno suggerito che la semplice caratterizzazione delle bande e dei cartelli della droga come organizzazioni terroristiche non dà all'Amministrazione alcuna autorità aggiuntiva per usare la forza letale.

I funzionari della Casa Bianca hanno anche cercato di giustificare gli attacchi interni ed esterni sostenendo che Trump stava esercitando i suoi poteri ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione degli Stati Uniti, che consente al presidente di usare la forza militare per autodifesa in impegni limitati.

All'inizio di questa settimana, il presidente colombiano, Gustavo Petro, ha condannato gli attacchi statunitensi, descrivendoli come "omicidi".
"La strategia del governo degli Stati Uniti infrange le norme del diritto internazionale", ha detto Petro.

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