Economia

Il boss di Nvidia prende a cannonate le politiche americane sui chip, sono un "fallimento"

Redazione
 
Il boss di Nvidia prende a cannonate le politiche americane sui chip, sono un 'fallimento'

Le norme adottate dagli Stati Uniti che hanno bloccato le esportazioni di chip per computer avanzati verso la Cina non sono affatto ''apprezzate'' dal capo di Nvidia, Jensen Huang, secondo il quale essere si stanno ritorcendo contro le aziende americane.

Il boss di Nvidia prende a cannonate le politiche americane sui chip, sono un "fallimento"

In una conferenza stampa in occasione della conferenza annuale Computex a Taipei, Taiwan, Huang ha definito queste politiche un "fallimento".
I suoi commenti giungono solo pochi giorni dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe eliminato completamente le regole che bloccavano le esportazioni verso la Cina e limitato le vendite a decine di altri Paesi.

Le misure, annunciate negli ultimi giorni della presidenza di Joe Biden, hanno suscitato una forte opposizione da parte delle aziende tecnologiche, tra cui Nvidia.
Gli Stati Uniti hanno iniziato a imporre controlli sulle esportazioni di semiconduttori durante il primo mandato di Trump, esprimendo preoccupazione per il fatto che tecnologie con potenziale uso militare potessero finire nelle mani di aziende legate al governo cinese.

Durante il mandato quadriennale di Biden, la quota di mercato cinese di Nvidia è scesa dal 95% al 50%, ha affermato Huang, sostenendo che le restrizioni avevano spinto le aziende cinesi a rivolgersi ad alternative nazionali, stimolando gli investimenti interni nel settore.

"I presupposti fondamentali che all'inizio hanno portato alla regola della diffusione dell'intelligenza artificiale si sono rivelati fondamentalmente errati", ha detto ancora il capo di Nvidia ai giornalisti.
I commenti Huang si inseriscono nel dibattito in corso negli Stati Uniti su come bilanciare gli interessi commerciali globali con le preoccupazioni economiche e di sicurezza nazionale, sullo sfondo delle tensioni con la Cina.

Trump ha promosso l'imposizione di tariffe commerciali su larga scala, nonostante le obiezioni dei gruppi imprenditoriali. Ma ha adottato un approccio più misto nei confronti del settore tecnologico, dal quale ha ottenuto un sostegno fondamentale durante la campagna di rielezione dell'anno scorso.

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