Economia

Manovra 2026, Confcommercio: “La riforma fiscale è urgente per sostenere crescita e sviluppo”

Redazione
 
Manovra 2026, Confcommercio: “La riforma fiscale è urgente per sostenere crescita e sviluppo”
A Palazzo Chigi il Governo ha incontrato le organizzazioni imprenditoriali per avviare il confronto sulla legge di bilancio 2026. Tra le priorità evidenziate da Confcommercio, emerge con forza la necessità di una riforma fiscale strutturale che possa rilanciare i consumi, favorire la competitività e stimolare nuovi investimenti.

Manovra 2026, Confcommercio: “La riforma fiscale è urgente per sostenere crescita e sviluppo”

“La manovra si intreccia inevitabilmente con la Legge Delega al Governo per la riforma fiscale, che resta imprescindibile per lo sviluppo e la crescita del Paese”, ha dichiarato Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio con delega alle Politiche fiscali e di bilancio (in foto), durante l’incontro del 13 ottobre. “È urgente ridurre la seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% e innalzare lo scaglione di reddito da 50.000 a 60.000 euro, oltre a valutare misure di alleggerimento fiscale sugli aumenti contrattuali e sulle tredicesime”.

Confcommercio propone inoltre di rendere strutturale l’”Ires premiale” per le imprese che investono in innovazione e creano occupazione, avanzando contestualmente nel processo di abolizione dell’Irap per società di persone e di capitali. Sul fronte della riscossione fiscale, l’associazione chiede soluzioni efficaci per smaltire l’enorme magazzino di crediti affidati all’agente della riscossione, introducendo una rateizzazione ampia e generalizzata.

Tra le misure proposte anche incentivi alla spesa culturale delle famiglie, considerata da Confcommercio “uno strumento per sostenere la domanda di cultura e una visione moderna di welfare”. Sul piano delle infrastrutture e del territorio, la vicepresidente Prampolini ha evidenziato l’importanza di completare il PNRR, potenziare le infrastrutture strategiche e rafforzare la ZES Unica, con risorse adeguate e coerenti con l’inclusione di Umbria e Marche nel suo perimetro.

In tema di trasporti, la richiesta è di ricostituire il Fondo strutturale per l’autotrasporto e di favorire il rinnovo delle flotte di veicoli e navi. Sul fronte del credito, Confcommercio denuncia un “drastico calo dei prestiti alle imprese negli ultimi quindici anni” e propone una riforma dei confidi, insieme alla revisione del Fondo di Garanzia per le PMI, per ristabilire un legame diretto tra garanzia pubblica e rischiosità d’impresa.

Anche l’energia resta una voce critica: “Sebbene l’emergenza si sia attenuata, i prezzi al consumo restano più alti rispetto a Francia e Spagna. Occorre disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità, rinnovare la sterilizzazione degli oneri di sistema e ampliare l’uso dei proventi delle aste CO₂”, ha ricordato Prampolini.

Sul lavoro, Confcommercio richiama l’attenzione sul cuneo fiscale, pari al 47,1% contro il 34,9% della media OCSE, e sulla necessità di rilanciare produttività, occupazione giovanile e femminile, formazione professionale e contrattazione di qualità. “Servono politiche attive, previdenza complementare e fondi sanitari integrativi per un welfare sostenibile. Il meccanismo del Fis va riformato: oggi drena risorse senza garantire tutele adeguate alle PMI del terziario”, ha concluso la vicepresidente.

Secondo Confcommercio, la sfida della manovra 2026 non può prescindere da un intervento fiscale mirato alla crescita. Solo così, sottolineano le imprese, il Paese potrà tornare su un sentiero stabile di sviluppo e fiducia.
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