Economia

Prestiti in crescita, ma cambia la forma del credito, boom dei pagamenti dilazionati

Redazione
 
Prestiti in crescita, ma cambia la forma del credito, boom dei pagamenti dilazionati
Il mercato del credito al consumo italiano continua a muoversi tra stabilità e trasformazione. Nei primi nove mesi del 2025 le richieste di prestiti da parte delle famiglie sono rimaste pressoché invariate (+0,9%), ma cresce in modo deciso l’importo medio, che tocca 9.966 euro, segnando un incremento del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rivela l’ultimo Barometro CRIF su dati EURISC, che fotografa un comparto ancora vivace nonostante il contesto economico incerto.

Prestiti in crescita, ma cambia la forma del credito, boom dei pagamenti dilazionati

A trainare la domanda sono i prestiti personali, in aumento dell’11,8%, mentre i prestiti finalizzati, legati all’acquisto di beni o servizi, registrano un calo del 9,9%, in gran parte compensato dal boom dei pagamenti dilazionati tramite POS lending, cresciuti del 26,9%. Solo a settembre si è toccato un picco del +64,9% delle richieste di finanziamenti “a rate” direttamente nei punti vendita.

L’analisi CRIF segnala un cambiamento strutturale nelle modalità di consumo: gli italiani mostrano maggiore propensione verso forme di credito più flessibili e immediate, riducendo l’utilizzo dei prestiti finalizzati tradizionali, soprattutto quelli di piccolo importo. “Stiamo osservando una parziale sostituzione dei prestiti finalizzati ‘small ticket’ con i nuovi strumenti di POS lending”, spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. “Questa dinamica contribuisce all’aumento dell’importo medio dei finanziamenti e risponde al bisogno di velocità e semplicità di accesso al credito da parte delle famiglie”.

La distribuzione per importo mostra una prevalenza di richieste contenute, quasi una domanda su due (46%) riguarda cifre inferiori ai 5.000 euro, confermando la cautela dei nuclei familiari. La prudenza si riflette anche nella durata dei piani di rimborso, oltre un terzo (34,6%) dei richiedenti opta per periodi superiori ai cinque anni, per alleggerire le rate mensili e mantenere equilibrio nei bilanci domestici.

Le preferenze cambiano a seconda della tipologia di finanziamento, nei prestiti finalizzati prevalgono durate tra i 2 e i 3 anni (27,6%), mentre nei personali oltre la metà (52,8%) si orienta su piani oltre i cinque anni. Sul fronte anagrafico, la fascia più attiva resta quella dei 45-54enni, che rappresenta il 23,3% del totale, seguita dai 35-44enni (20,5%).

Barometro CRIF ci racconta, dunque, un Paese che continua a finanziare consumi e investimenti sulla casa, ma con strumenti diversi, meno prestiti tradizionali e più microfinanziamenti digitali, a conferma di un mercato del credito sempre più ibrido, tecnologico e orientato alla sostenibilità delle spese.
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