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L'esito delle regionali apre il processo nel centro-destra

Redazione
 
L'esito delle regionali apre il processo nel centro-destra
Come si dice nei libri noir, dopo l'omicidio scatta la caccia al colpevole. E se, politicamente parlando, con omicidio definiamo la doppia sconfitta alle regionali di Emilia-Romagna e Umbria, la caccia a chi ha la colpa sembra indirizzarsi, nell'ambito della coalizione di governo, verso la Lega e verso Matteo Salvini, in particolare.
Le cause della sconfitta, ancora troppo recente, sono ancora in fase di elaborazione, anche se bisogna arrendersi davanti all'evidenza crudele dei numeri, che vedono, dentro la coalizione, rispetto alle precedenti elezioni regionali, Fratelli d'Italia e Forza Italia guadagnare voti, mentre la Lega, da armata quale era, s'è ridotta ad un esigua pattuglia.

È chiaro che, guardando al panorama generale, la preponderanza delle Regioni a trazione centro-destra è evidente e non sembra essere in pericolo. Ma la politica guarda al futuro forse con maggiore attenzione che all'oggi e lo scenario che le due elezioni si lasciano alle spalle se non è di macerie, poco ci manca.
Il processo è comunque partito e tutto lascia pensare che potrebbe avere conseguenze negative per Salvini, più che per la Lega poiché è a lui che si addebita la debacle in Umbria, avendo insistito nella candidatura di Donatella Tesei. Considerato che era presidente uscente e che aveva dietro di sé il centro-destra compatto (almeno nelle dichiarazioni e nelle passerelle ufficiali), la scelta caduta su di lei poteva essere abbastanza scontata.

Ma potrebbe non avere tenuto conto del fatto che Donatella Tesei era inciampata non solo sulla brutta storia di uno stanziamento a favore di una industria di tartufi, il cui titolare è marito di una assessora e dove è stato assunto il figlio della presidente della Regione, ma anche sui guai della sanità nella regione, alle prese con decisioni che la gente non ha sempre condiviso.
Questo, però, poco incide sull'analisi generale che non può non tenere conto della pervicacia con cui la Lega ha difeso la ''sua'' presidente, pensando di doppiare il successo di quattro anni fa e, ovviamente, di intestarselo.
I problemi per il segretario leghista cominceranno ora perché, prima o poi, qualcuno, nella Lega, gli chiederà conto dei rovesci che il partito ha registrato nelle ultime consultazioni elettorali e dei quali Salvini sembra non volersi assumere la responsabilità.

Fratelli d'Italia e forzisti, anche se non possono dirlo manifestamente, perché dovrebbero ammettere di avere cannibalizzato la Lega, ammettono di soddisfatti, come partiti, dell'esito delle regionali in Emilia-Romagna e Umbria, perché hanno guadagnato in voti e percentuali, anche se a danno dell'alleato. Al quale, implicitamente, viene imputato di avere insistito su Tesei anche se gli era stato fatto capire che sarebbe stato meglio scegliere un candidato ''moderato'' (la tesi di Forza Italia) che meglio avrebbe intercettato il consenso in una regione che non è il paradiso che veniva spacciato.
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