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Scuola, il “piano welfare” del Ministero per il personale scolastico

Redazione
 
Scuola, il “piano welfare” del Ministero per il personale scolastico

Un pacchetto di misure pensato come un vero e proprio welfare per chi lavora nella scuola. È questo l’orizzonte delineato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che sta mettendo a punto una serie di interventi destinati a circa un milione di dipendenti tra docenti e personale Ata. Un progetto che abbraccia diversi ambiti: dalla casa alla salute, passando per agevolazioni nei trasporti, nell’agroalimentare e perfino nei servizi bancari.

Scuola, il “piano welfare” del Ministero per il personale scolastico

Il nodo più urgente, segnalato da sindacati e lavoratori, è quello degli alloggi. A sollevare la questione nei giorni scorsi è stata la segretaria nazionale di UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, che ha ricordato le difficoltà dei fuori sede. La risposta è arrivata dal ministro Giuseppe Valditara, che ha annunciato l’inserimento degli insegnanti e del personale scolastico nei futuri progetti di edilizia residenziale sociale.

“Quando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato un tavolo tecnico per il Piano Casa Italia – ha spiegato Valditara – ho chiesto che ci fosse attenzione specifica per il personale della scuola. Nel documento finale la mia richiesta è stata accolta: nei nuovi progetti di edilizia residenziale sociale verranno destinati alloggi a prezzi calmierati anche a docenti e Ata, con particolare attenzione a chi si trasferisce per motivi di lavoro”. Il ministro ha parlato di un percorso “in grado di coniugare qualità relazionale e abitativa”, assicurando che la collaborazione con il Mit proseguirà fino alla fase operativa.

Il pacchetto del Mim prevede anche un tassello inedito: la polizza sanitaria integrativa. Dal gennaio 2026, insegnanti e dipendenti scolastici potranno contare su una copertura supplementare che, almeno nella fase iniziale, sarà riservata a chi ha contratti a tempo indeterminato o incarichi annuali. La misura è finanziata con 20 milioni per il 2025 e 50 milioni l’anno dal 2026 al 2029, con la possibilità – secondo alcune stime – di arrivare fino a 65 milioni annui. Valditara l’ha definita “una risorsa aggiuntiva di grande rilevanza”, in grado di garantire supporto a circa un milione di persone.

L’obiettivo, ha aggiunto, è estendere il beneficio anche ai supplenti al 30 giugno. La copertura, elaborata con il supporto del broker internazionale Marsh, sarà articolata in due grandi aree: da un lato i “Grandi Interventi”, che riguardano patologie oncologiche, cardiologiche e altre condizioni gravi, includendo visite e follow-up nei tre mesi prima e dopo l’intervento; dall’altro le “Prestazioni ad elevata frequenza”, con cure odontoiatriche, prevenzione oncologica, rimborsi per parto, sostegni per la non autosufficienza e accertamenti diagnostici. Sono in discussione ulteriori ampliamenti, come l’implantologia dentale e altre prestazioni specialistiche. Le specifiche definitive saranno fissate con gara pubblica e confronto con i sindacati.

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