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È altissima tensione sui cieli d'Europa, tra misteriosi droni e jet russi in libera uscita

Redazione
 
È altissima tensione sui cieli d'Europa, tra misteriosi droni e jet russi in libera uscita

Forse mai, dalla crisi di Berlino, l'Europa è ad un passo dalla deflagrazione. Di guerre, nel continente, ce ne sono state, ma mai come oggi il rischio che si amplino, rispetto al solito formato 'Paese contro Paese', è concreto.

È altissima tensione sui cieli d'Europa, tra misteriosi droni e jet russi in libera uscita

E poco importa se sospetti ed accuse gravino sulla Russia e sulla politica di Mosca che ormai ha assunto una spirale espansionistica, nell'accezione più ampia del termine: allargare i propri confini, annettendo con le armi. Sino ad oggi, però, forse anche colpevolmente, l'opinione pubblica europea ha guardato alle mire russe come qualcosa che, volta per volta, riguardasse una porzione del territorio, quando invece il disegno di allargare la propria sfera di influenza si manifesta con sempre maggiore evidenza.

La pioggia di droni che, partendo da est, arrivano sui confini orientali dell'Europa che non è ancora russa non sono più un segnale, ma la conferma che Vladimir Putin non ha nessuna intenzione di recedere dal suo piano, che è quello di riportare la Russia ai passati fasti, anche a rischio di mettere in ginocchio il Paese.

L'economia non può reggere all'infinito, soprattutto se, come ormai deciso, l'Europa chiuderà al gas e al petrolio di Mosca, mettendo alle corde una macchina produttiva che oggi è votata alla macchina bellica, ma che rischia di lasciare indietro il resto della gente che oggi, ufficialmente, gonfia il petto per le vittorie militare, ma paga un prezzo altissimo nella quotidianità della vita.

L'oggettività, però, sta diventando una opzione, e quindi da Mosca si dice e si ribadisce la totale estraneità a simili episodi, quando invece tutto si potrebbe risolvere in una ammissione furbesca, magari facendo passare per un errore di rotta quella del bersaglio.

Se la Polonia dice e documenta che i droni che sono stati abbattuti dai suoi dispositivi di difesa sono russi o siamo davanti ad una mistificazione gigantesca (con un utilizzo di risorse enorme, vista l'ampiezza numerica dell'attacco) oppure qualcosa s'è inceppata nella macchina bellica russa, che forse avrebbe l'interesse a dire soltanto un ''ci dispiace'' piuttosto che accusare a destra e a manca.

La realtà delle cose però non è tale se la si interpreta. Quindi poco o nulla sorprende il fatto che anche in Occidente le tesi russe siano accompagnate dalla grancassa dei contestatori per definizione, quelli che sposano una tesi e se la portano dietro, rendendola, ai loro occhi, una certezza. Ribaltando, in sostanza, la distribuzione delle parti in commedia e assegnando il ruolo del cattivo a Volodymyr Zelensky, che sarà pure un ex comico, che sarà pure un neofita della politica, ma è pur sempre il presidente di un Paese aggredito.

Ma lui, anche in casa nostra, per qualcuno deve essere trattato alla stregua di un corrotto guerrafondaio e lo si fa rendendolo il nucleo centrale di un discorso para-pacifista che, in modo strabico, guarda a destra e a sinistra, pendendo però per le ragioni dell'est. A rendere ancora più complesso il quadro ci sono le posizioni di Donald Trump, che ormai sembra muoversi in una realtà distopica, che muta di scenario a seconda di quel che gli passa per la testa, mixando, in un gigantesco frullatore, attaccati e attaccanti, preferendo prima l'uno e poi l'altro, minacciando l'uno e poi l'altro.

In questa gara a corsa lunga, Vladimir Putin continua senza tentennamenti, affidando ai suoi aedi la narrazione che più gli conviene. Quindi, anche il sorvolo di un jet russo di una nave tedesca è frutto dell'isteria europea e non merita risposta da Mosca. Come se un evento del genere possa essere fatto passare per il gesto goliardico di un buontempone messo ai comandi di una macchina di morte.

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