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Terremoto devastante in Myanmar: almeno 25 morti, crolli in Thailandia e scosse avvertite in Laos e Vietnam

Redazione
 
Terremoto devastante in Myanmar: almeno 25 morti, crolli in Thailandia e scosse avvertite in Laos e Vietnam

Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito oggi il sud-est asiatico, con epicentro nella regione centrale del Myanmar. Il sisma, registrato alle 14:20 ora locale (7:20 in Italia), è stato avvertito con forza anche nei Paesi vicini, tra cui Cina, Thailandia, Laos e Vietnam. A Bangkok, il terremoto ha provocato il crollo di un grattacielo in costruzione, causando almeno tre morti e sette feriti. Secondo l’istituto geologico americano (USGS), l’epicentro è stato localizzato 16 chilometri a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di soli 10 chilometri, rendendo la scossa particolarmente distruttiva. Dodici minuti dopo, una seconda scossa di magnitudo 6.4 ha colpito la stessa area, aggravando ulteriormente la situazione.

Terremoto devastante in Myanmar: almeno 25 morti

Per ora il numero delle vittime accertate in Myanmar è di almeno 25, ma il bilancio è purtroppo destinato a salire. Prova ne sia che il Geological Survey ha diramato un’allerta rossa per vittime e danni, affermando che il disastro potrebbe essere molto diffuso e che il numero di decessi potrebbe arrivare a migliaia. Di sicuro c’è che dieci persone sono morte nel crollo di una moschea a Mandalay, mentre otto hanno perso la vita nel crollo di un edificio in costruzione nella stessa città.

Cinque bambini e un novizio sono rimasti uccisi nel crollo del monastero di Wailuwun a Taungoo. I danni alle infrastrutture sono enormi. Gli aeroporti di Mandalay e Naypyidaw, capitale del Myanmar, sono stati gravemente danneggiati, rendendo difficoltoso l’arrivo dei soccorsi. Un ospedale di Naypyidaw è stato dichiarato “area con molte vittime”, a causa dell’elevato numero di feriti trasportati nelle ultime ore.

Il terremoto è stato avvertito distintamente anche in Laos e Vietnam. Secondo quanto riferito da giornalisti della Xinhua, gli edifici hanno tremato nelle capitali di entrambi i Paesi. A Vientiane, in Laos, i palazzi sopra i tre piani hanno subito forti scosse, con i residenti che hanno percepito oscillazioni significative. Anche ad Hanoi e Ho Chi Minh City, in Vietnam, chi vive nei grattacieli ha segnalato vibrazioni intense all’interno delle proprie abitazioni. La giunta militare al potere in Myanmar ha dichiarato lo stato d’emergenza in sei regioni: Sagaing, Mandalay, Magway, il nord-est dello Stato Shan, Naypyidaw e Bago.

Il governo ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché invii aiuti umanitari. Il capo della giunta, Min Aung Hlaing, ha visitato i feriti ricoverati nell’ospedale di Naypyidaw, mentre le operazioni di soccorso proseguono tra enormi difficoltà a causa delle infrastrutture danneggiate. Anche la Thailandia ha subito pesanti conseguenze. A Bangkok, un grattacielo di 30 piani in costruzione è crollato, provocando la morte di almeno tre persone e ferendone sette. Secondo il vicepremier thailandese Phumtham Wechayachai, almeno 81 operai risultano ancora intrappolati sotto le macerie, mentre le squadre di soccorso lavorano senza sosta per salvarli. Il primo ministro thailandese Paetongtarn Shinawatra ha convocato una riunione d’emergenza del governo e dichiarato lo stato di emergenza nella capitale. Per precauzione, molti uffici e negozi sono stati evacuati.

Il terremoto che ha colpito il Myanmar ha avuto una potenza devastante: è stato 300 volte superiore a quello che colpì Amatrice nel 2016 e otto volte più forte della più alta magnitudo mai registrata in Italia (7.1 nel terremoto di Messina del 1908). Secondo Salvatore Stramondo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non c’è rischio di tsunami poiché il sisma è avvenuto a circa 300 chilometri dalla costa. Tuttavia, il ricercatore avverte che in un’area montuosa come quella colpita potrebbero verificarsi frane e fenomeni di liquefazione del terreno, con possibili effetti devastanti sulle infrastrutture.

Il sisma è stato percepito anche nella provincia cinese dello Yunnan, dove l’agenzia sismologica locale ha registrato una scossa di magnitudo 7.9. Al momento non si segnalano danni gravi, ma le autorità cinesi stanno monitorando la situazione. Mentre la Farnesina ha dichiarato che, al momento, non risultano italiani coinvolti nel sisma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani segue da vicino l’evolversi della situazione, mentre continuano le verifiche sui connazionali presenti nelle aree colpite.

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