Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato Kevin Warsh quale successore di Jerome Powell alla presidenza della Federal Reserve, a conclusione di un processo decisionale iniziato ufficialmente la scorsa estate.
Fed: Trump sceglie Kevin Warsh per succedere a Jerome Powell
Anche se da tempo, praticamente dal 2018, quando Powell ha assunto l'incarico, Trump lo ha fatto oggetto di critiche, condite, nello stile presidenziale, di insulti.
''Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore'', ha affermato Trump in un post su Truth Social annunciando la sua nomina.
La scelta di Warsh, 55 anni, probabilmente non avrà ripercussioni sui mercati, data la sua passata esperienza alla Fed e l’opinione di Wall Street, secondo cui obbedirà sempre ai desiderata trumpiani.
Nonostante tre riduzioni consecutive dei tassi di interesse, nella seconda metà del 2025, Trump ha continuato ad attaccare e criticare Powell, per ultimi per l'aumento dei costi della massiccia ristrutturazione della sede centrale della Fed a Washington.
Da parte sua, Warsh, in un’intervista alla CNBC la scorsa estate, si è allineato a Trump: "A mio avviso, il deficit di credibilità risiede nei dirigenti della Fed''. Una posizione che potrebbe creare problemi in un’istituzione in cui la costruzione del consenso è fondamentale per l’attuazione delle politiche.
La decisione di Trump di nominare Warsh giunge in uno dei momenti più precari per la banca centrale statunitense degli ultimi decenni: l’inflazione non è ancora stata completamente sconfitta, i prestiti governativi sono in aumento e la Fed stessa si trova ad affrontare una pressione politica insolitamente diretta sul modo in cui conduce la politica monetaria.
La nomina arriva, poi, mentre i dubbi sull’indipendenza della Fed, un fondamento della credibilità della banca centrale, sono passati dal dibattito accademico alla preoccupazione. Anche perché sia Trump che i suoi più stretti collaboratori hanno fatto proposte che giustificano l'incertezza: da una supervisione più rigorosa da parte della Casa Bianca a modifiche nel modo in cui la banca centrale fissa i tassi, incluso l’obbligo per il presidente della Fed di consultarsi con quello degli Stati Uniti.
La scelta di Warsh è arrivata dopo che, per succedere a Powell, sono stati fatti i nomi di undici candidati, tra questi, ex e attuali funzionari della Fed, economisti e professionisti di Wall Street, in un processo di selezione guidato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent. Alla fine, la rosa è stata ridotta a cinque e poi a quattro, con Trump che la scorsa settimana ha lasciato intendere di avere raggiunto la sua scelta.
Sebbene Trump abbia insistito sul fatto che l’inflazione sia stata sconfitta, rimane ancora ben lontana dall’obiettivo del 2% della Fed. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro ha rallentato, con l’economia in un clima di ''no licenziamenti e no assunzioni'', che rappresenta un’ulteriore sfida per la politica della Fed.
In ogni caso, i mercati non si aspettano grandi iniziative dal nuovo presidente: gli operatori stanno scontando al massimo altri due tagli quest’anno prima che il tasso di riferimento sui fondi federali si aggiri intorno al 3%, che i responsabili politici hanno indicato come il tasso “neutrale” a lungo termine che non stimola né ostacola la crescita economica.
Resta qualche dubbio sul futuro di Powell.
Sebbene storicamente i presidenti della Fed si siano dimessi dopo essere stati rimossi dall’incarico, questa volta potrebbe non essere così. A Powell restano due anni di mandato da governatore e potrebbe scegliere di fungere da baluardo contro i tentativi di Trump di compromettere l’indipendenza della Fed. La Corte Suprema sta già valutando la mossa di Trump di destituire la governatrice Lisa Cook, un caso che in ultima analisi potrebbe stabilire quali poteri un presidente abbia sui membri del consiglio di amministrazione della Fed.