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Usa: dalla Fed segnali rassicuranti per il futuro, ma anche prudenza

Redazione
 
Usa: dalla Fed segnali rassicuranti per il futuro, ma anche prudenza
A distanza di più di quattro anni dall'esplosione dell'emergenza pandemica, l'economia degli Stati Uniti sembra avere ormai recuperato le posizioni che aveva prima dell'insorgere dei primi casi di contagio da Covid-19.
I segnali, come si legge nel rapporto che la Federal Reserve ha proposto al Congresso americano, sembrano andare in questa direzione, con l'inflazione che mostra chiari segnali di rallentamento e le dinamiche del mercato del lavoro che stanno recuperando rispetto al periodo prima della pandemia.
Nel rapporto, dove si legge che ''l'inflazione si è notevolmente attenuata lo scorso anno e quest'anno ha registrato ulteriori modesti progressi", si sottolinea come il mercato del lavoro "ha continuato a riequilibrarsi nella prima metà di quest'anno", con la domanda di lavoro che ''si è attenuata''.

Usa: dalla Fed segnali rassicuranti per il futuro, ma anche prudenza

Questo, secondo la Fed. è stato determinato da fatto che "l'equilibrio tra domanda e offerta di lavoro appare simile a quello del periodo immediatamente precedente la pandemia, quando il mercato del lavoro era relativamente rigido, ma non surriscaldato. La crescita dei salari nominali ha continuato a rallentare".
Il rapporto semestrale al Congresso precede i due giorni di testimonianza del presidente della Fed Jerome Powell, previsti per domani e mercoledì, che si concentreranno verosimilmente sui piani dell'istituto centrale per la politica monetaria in vista di una delicata stagione elettorale.

La crescita occupazionale è rallentata e il tasso di disoccupazione è aumentato costantemente dal 3,5% di luglio scorso al 4,1% di giugno. L'inflazione rimane intorno al 2,6% secondo l'indice Personal Consumption Expenditures Price preferito dalla Fed, un livello considerato ancora "elevato" dai decisori politici, ma che si sta avvicinando a un punto in cui potrebbe non essere più così.
Per giovedì è prevista la pubblicazione di nuovi dati sull'inflazione e, se le pressioni sui prezzi continueranno ad allentarsi, potrebbero spingere i funzionari della Fed ad aprire la porta a tagli dei tassi di interesse almeno a partire da settembre.

Se una decisione in tal senso dovesse essere adottata, dice la Fed. essa si baserà esclusivamente sull'aspetto economico della situazione, non su come potrebbe incidere sulle prospettive politiche di entrambi i partiti - democratico e repubblicano - in vista delle elezioni di novembre. Che, se dovessero vedere vincente Trump, potrebbero avere riflessi immediati sulla Fed, come si ipotizza non escludendo la possibilità che il candidato repubblicano possa decidere di mandare via Powell prima della scadenza del mandato, nel 2026.
La Fed, nella sua ultima riunione politica di giugno, ha lasciato i tassi di interesse invariati al 5,25%-5,50%, e le nuove proiezioni dei decisori politici hanno mostrato che hanno ridotto le aspettative per i tagli dei tassi quest'anno da tre a uno solo.
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