Economia

"Welfare, Italia", la sostenibilità sociale passa per il lavoro e la prevenzione

Redazione
 
'Welfare, Italia', la sostenibilità sociale passa per il lavoro e la prevenzione
Il welfare italiano, pur rappresentando uno dei pilastri storici della coesione nazionale, mostra oggi fragilità strutturali che ne mettono in discussione la sostenibilità futura. È quanto emerge dal rapporto del Think Tank “Welfare, Italia” curato da The European House -Ambrosetti, che analizza in modo approfondito la tenuta del sistema di protezione sociale di fronte alle trasformazioni economiche, demografiche e sanitarie in atto.

"Welfare, Italia", la sostenibilità sociale passa per il lavoro e la prevenzione

L’Italia, secondo il documento, destina al welfare oltre il 30% del PIL, ma l’efficacia redistributiva e preventiva delle misure rimane insufficiente. Il modello si conferma ancora troppo concentrato su pensioni e trasferimenti monetari, con un investimento limitato in politiche attive del lavoro, salute territoriale e supporto alla famiglia. In particolare, la quota di spesa per la sanità preventiva resta ferma al 4,2%, contro una media europea del 5,5%, segno di un sistema che cura molto ma previene poco.

L’analisi di Ambrosetti sottolinea anche l’urgenza di un nuovo patto tra pubblico e privato
, capace di mettere in rete istituzioni, imprese e terzo settore. Per sostenere i più fragili, ma creare le condizioni per una crescita inclusiva, fondata sul benessere diffuso e sull’occupabilità. Il lavoro, infatti, viene indicato come la principale leva di sostenibilità del welfare, ogni punto percentuale di aumento del tasso di occupazione femminile, osservano gli esperti, genererebbe oltre 1,7 miliardi di euro di entrate fiscali e contributive aggiuntive.

Un’altra priorità riguarda l’invecchiamento della popolazione. Nel 2040, un italiano su tre avrà più di 65 anni. Una sfida che impone di ripensare i modelli di assistenza, investendo sulla sanità di prossimità, sull’assistenza domiciliare integrata e su un maggiore sostegno ai caregiver. Anche la digitalizzazione, secondo il Think Tank, deve diventare un fattore abilitante di equità, con l’obiettivo di garantire accesso ai servizi a tutte le fasce sociali e territoriali.

Il rapporto mette in evidenza che senza un’economia capace di creare valore e occupazione stabile, il welfare non può reggere. Serve un sistema che premi la prevenzione, la formazione e l’innovazione sociale, trasformando la spesa in investimento. Ambrosetti conclude sostenendo che il futuro del welfare italiano non potrà più basarsi solo sul concetto di assistenza, ma su quello di partecipazione attiva, un welfare che non si limita a proteggere, ma che abilita.
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