Il comandante in capo del Border Patrol, la polizia di frontiera, Greg Bovino, tornerà al precedente incarico, in California, in quella che sembra essere una mossa di Donald Trump per arginare l'ondata di proteste in tutto il Paese dopo l'ennesimo atto di violenza ingiustificata da parte degli agenti dell'Ice che, a Minneapolis, hanno ucciso un giovane infermiere, Alex Pretti, che con il suo smartphone stava riprendendo le fasi di un fermo.
Minneapolis, rimosso il capo del Border Controll e inviato 'lo zar dei confini'
Secondo molti testimoni, ma soprattutto video, Pretti, nonostante la prima versione fornita dalla Casa Bianca e dallo stesso Trump, e via via dalla catena di comando della Sicurezza interna, non impugnava una pistola, che comunque portava addosso lecitamente.
Per cercare di evitare danni peggiori in termini di immagine, la vicesegretaria del Dipartimento della Sicurezza Interna, Tricia McLaughlin, ha dichiarato in una nota che Bovino "NON è stato sollevato dai suoi incarichi", definendolo "una parte fondamentale della squadra del Presidente e un grande americano".
Ora il peso della situazione e le possibili via di uscita, per evitare che essa peggiori a Minneapolis, è sulle spalle di Tom Homan il cui arrivo in città è stato annunciato ieri da Trump, che ha bypassato la normale catena di comando, che comprende il segretario alla Sicurezza interna Kristi Noem e Bovino che hanno supervisionato le operazioni dell'ICE.
"Non è mai stato coinvolto in quell'area, ma conosce e apprezza molte delle persone che vi lavorano. Tom è un duro ma giusto e riferirà direttamente a me", ha scritto Trump in un post sui social media.
Diversi video relativi agli ultimi istanti di vita di Petti ritraggono agenti federali che spruzzano sul viso dell'infermiere spray al peperoncino e lo immobilizzano a terra prima di sparargli da pochi centimetri.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato che Pretti si è avvicinato agli agenti della Border Patrol con una pistola semiautomatica calibro 9 mm e ha "resistito violentemente" quando gli agenti hanno cercato di disarmarlo. Le autorità locali hanno contestato tale interpretazione, smentita dai video.
Con la decisione di mandare Homan a dirigere le operazioni di polizia a Minneapolis, la Casa Bianca ha di fatto preso le distanze dalle affermazioni provocatorie di Noem e altri sulla sparatoria di Pretti
Noem, Bovino e il direttore dell'FBI Kash Patel hanno difeso le azioni degli agenti. Noem ha affermato che Pretti "brandiva" una pistola e possedeva diversi caricatori con l'intento di infliggere danni agli agenti: un "massacro", ha affermato Bovino. Patel si è spinto fino a suggerire che portare un'arma a una protesta sia illegale, in questo modo mettendo in dubbio la stessa Costituzione degli Stati Uniti.