Ambiente & Sostenibilità

Europei uniti nella lotta al cambiamento climatico e per l’indipendenza energetica

di Demetrio Rodinò
 
Europei uniti nella lotta al cambiamento climatico e per l’indipendenza energetica
La maggior parte dei cittadini europei considera il cambiamento climatico una minaccia concreta e prioritaria per la salute pubblica e la qualità della vita. A confermarlo è il nuovo Eurobarometro pubblicato ieri 30 giugno, che fotografa un’Europa sempre più convinta della necessità di agire con urgenza e determinazione. Secondo il sondaggio, l’85% degli europei ritiene il cambiamento climatico un problema serio, mentre l’81% sostiene l’obiettivo dell’Unione Europea di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Dal punto di vista economico, oltre tre quarti degli intervistati (77%) sono convinti che i costi legati ai danni del cambiamento climatico siano ben superiori agli investimenti necessari per una transizione verso un’economia a zero emissioni nette. Inoltre, l’83% crede che prepararsi meglio agli impatti climatici avversi possa migliorare la vita dei cittadini europei.

Il supporto degli europei alle energie pulite è netto: quasi nove cittadini su dieci (88%) ritengono fondamentale che l’UE agisca per aumentare la quota di energia rinnovabile e migliorare l’efficienza energetica, attraverso misure come l’isolamento degli edifici, l’installazione di pannelli solari e l’acquisto di auto elettriche. Il 75% crede che ridurre le importazioni di combustibili fossili sia una strategia chiave per rafforzare la sicurezza energetica e stimolare l’economia europea.

La spinta all’innovazione emerge chiaramente: il 77% degli intervistati pensa che agire contro il cambiamento climatico favorisca la competitività tecnologica. L’84% concorda sulla necessità di sostenere maggiormente le imprese europee per competere nel mercato globale delle tecnologie pulite, confermando il sostegno al Clean Industrial Deal.

Ben il 92% dei cittadini europei dichiara di adottare comportamenti sostenibili nella vita quotidiana. Tuttavia, solo il 28% si sente in grado di cambiare davvero le sorti del clima con azioni individuali. La maggioranza identifica nei governi nazionali (66%), nell’UE (59%) e nelle imprese (58%) i principali attori responsabili della transizione verde, mentre il 44% crede che anche le amministrazioni locali abbiano un ruolo importante.

Se da un lato l’84% è consapevole che il cambiamento climatico è causato dall’attività umana, dall’altro oltre la metà (52%) ritiene che i media tradizionali non forniscano informazioni chiare e approfondite su cause e conseguenze. Il 49% degli europei, inoltre, trova difficile distinguere tra informazione attendibile e disinformazione sui social media.

Il sondaggio Special Eurobarometro 565, condotto tra febbraio e marzo 2025 su un campione di oltre 26.000 cittadini dei 27 Stati membri, conferma una forte coesione sul tema climatico. L’Unione Europea, leader globale nella lotta al cambiamento climatico, ha già fissato obiettivi vincolanti al 2030 e al 2050. L’analisi dei Piani nazionali energia e clima (NECP) pubblicata a maggio testimonia l’aumento delle ambizioni nazionali e un percorso più chiaro verso i traguardi collettivi.

Iniziative come il Clean Industrial Deal e il piano Affordable Energy Action Plan dimostrano l’impegno dell’UE a sostenere cittadini e imprese nella transizione, garantendo sicurezza ed equità. L’emendamento alla legge europea sul clima, che introdurrà un obiettivo intermedio per il 2040, e il nuovo piano di adattamento climatico atteso per il prossimo anno confermano una direzione salda verso la neutralità climatica.
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