Economia

La Sicilia corre più della Lombardia, i dati del Rapporto Act Tank 2025

di Redazione
 
La Sicilia corre più della Lombardia, i dati del Rapporto Act Tank 2025
I numeri, talvolta, hanno la forza di sgretolare narrazioni consolidate e quello emerso al Grand Hotel Baia Verde di Aci Castello è un dato che impone una riscrittura della geografia economica nazionale: la Sicilia non è più zavorra, ma propulsore. La fotografia scattata dal Rapporto Act Tank Sicilia 2025, elaborato da The European House-Ambrosetti (TEHA Group) in sinergia con BAPS, certifica un’accelerazione che ha del clamoroso: tra il 2019 e il 2024 il PIL regionale ha segnato un incremento del 9,3%, una performance che non solo polverizza la media italiana ferma al +5,8%, ma opera un sorpasso storico sui motori tradizionali del Nord, staccando la Lombardia (+8,3%) e doppiando il Veneto (+3,9%). 

Non si tratta di un rimbalzo tecnico, ma di un cambio di passo strutturale illustrato da Cetti Lauteta di TEHA Group, che trova conferma in due driver fondamentali: un mercato del lavoro in fermento, con l’Isola che conquista il primato nazionale per crescita del tasso di occupazione (+5,6 punti percentuali nel quinquennio), e una propensione al rischio imprenditoriale senza precedenti, testimoniata dal balzo del +67,4% degli investimenti fissi lordi, ben oltre il +48,4% della media Paese. 

In questo scacchiere in rapida evoluzione, il sistema bancario assume una funzione non più meramente creditizia ma di politica industriale, come ribadito dal vertice di BAPS, istituto che si candida a essere l'architrave finanziario di questa rinascita. "I dati ci dicono che abbiamo le energie per guidare settori chiave come l'energia e l'economia del mare", ha osservato il Presidente Arturo Schininà (nella foto), ricordando come l’Isola sia già seconda in Italia per movimentazione merci e sesta per valore aggiunto nella Blue Economy. 

Tuttavia, l'euforia dei fondamentali macroeconomici si scontra con quello che l’Amministratore Delegato Saverio Continella definisce un paradosso critico: la Sicilia, seconda regione più giovane d’Italia, continua a soffrire un’emorragia di capitale umano che ha visto svanire 281mila residenti in vent’anni, l’equivalente di una città come Catania. È qui che si gioca la partita del futuro, in quell'intersezione tra la modernizzazione infrastrutturale, simboleggiata dal Silicon Carbide Campus e dalle ambizioni della Hydrogen Valley, e la capacità di trattenere i talenti, trasformando l'attrattività degli investimenti in stabilità sociale. 

Il dibattito, moderato da Nino Amadore e arricchito dagli interventi di Confindustria e del mondo accademico, ha tracciato la rotta per il 2026: non più l'anno della resilienza, ma quello della velocità di esecuzione, dove la Fondazione BAPR e il Centro Studi guidato da Gioacchino Amato dovranno agire da cerniera tra capitali privati e istituzioni per convertire questo "miracolo statistico" in un ecosistema competitivo duraturo, capace di rendere il Sud non una scommessa, ma la destinazione naturale per l'innovazione internazionale.
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